Il Festival chiude il sipario: cosa ricorderemo di questa edizione?

da | LIFESTYLE

Il festival dei record ha incoronato come sua vincitrice, per la gioia della platea, Angelina Mango e la sua La noia. Al secondo posto del podio Geolier seguito da Annalisa, Ghali e Irama.

Angelina Mango vince, a sorpresa, il primo posto

Il vero record è stato di piattezza. Le canzoni? Potranno aver scalato tutte le classifiche di questo mondo, ma su 30 artisti una percentuale davvero miserabile ha portato qualcosa di interessante. Vuoi per suoni, esibizioni o tematica trattata. Troppi invece, i timbri davvero unici sprecati in canzonette.

È stato un festival piacevole. Lunghezza delle serate adeguata, senza ospitate replica degli anni precedenti della durata di trenta minuti. Al bano & Co, con tutto il bene, non sono mancati a nessuno. 

Un festival privo di colpi di scena, il cui vero protagonista non è stata la musica ma il FantaSanremo. Tutti quei gesti che negli anni passati potevano avere un grande valore, umano e mediatico, – come ad esempio scegliere di omaggiare il direttore d’orchestra del proprio bouquet – durante questa settimana l’hanno perso una serata alla volta.

È stato un festival di piacevoli repliche, durante il quale poche cose hanno avuto davvero spessore. Ma non tutte sono positive.

1. Ghali e Dargen D’amico insegnano come “essere umani”

Per il primo Festival di Sanremo dopo il rinnovo della Rai, i due artisti sono stati le voci di cui abbiamo avuto davvero bisogno. Ironico poi come, nella serata delle cover, la stessa in cui Ghali ha portato sul palco la sua Italiano veroun intro in arabo, un passaggio di “Cara Italia” e l’omaggio a Toto Cotugno con la sua “lasciatemi cantare, sono un italiano vero” – siano bastate una manciata di ore perché Geolier, napoletano, venisse bombardato da insulti e messaggi razzisti. Costretto a ritirare il premio ed esibirsi tra i fischi e boati del pubblico in sala. Quasi sempre nella storia del Festival i premi sono andati a chi “meno meritevole”, ma quante volte avete sentito giornalisti chiedere all’artista, durante la conferenza stampa, “come si sentisse ad aver rubato il premio”? 

2. La Sad

Una divertente sorpresa. Rompono gli schemi, e non solo per il look. Come tutti gli altri anche loro sono stati ai giochetti richiesti per fare punti, ma sono gli unici ad averci messo una bella manciata di carattere. Ringraziare Amadeus? Lo hanno fatto con delle giacche customizzate con le riproduzioni di tre versioni punk del conduttore. O con un fake-tatoo che ritrae sempre il direttore artistico accompagnato da “grazie Ama”. Persino il messaggio di sensibilizzazione si è trasformato in una bandiera Italiana punk in chiave La Sad. Insomma, sono la cosa più lontana da Sanremo e dal pubblico italiano che potesse salire su quel palco: e sono stati una boccata di aria fresca. Il colore tra troppo total black.

La Sad con Donatella Rettore – serata Cover

3. Premio coolness

Ai Ricchi e Poveri e Loredana Bertè. Sì, perché tra tanti Millenials e GenZ, i veri fighi sono stati quelli che sono sui nostri schermi dagli anni ’70. Sul palco quest’anno i pochi look originali hanno visto quasi tutti gli stessi codici. Ricchi e Poveri e Bertè? Sono stati loro a vestire gli abiti e non il contrario, esprimendo a pieno la loro essenza. Tra fiocchi, mini-mini gonne, piumaggi ed enormi riproduzioni di guanti indossati come scialle. Portando entusiasmo, grande bellezza e anche un po’ di tenerezza nelle case degli italiani durante il tempo concesso loro sul palco.

4. Unpopolar opinion

L’infelice figura per l’ospitata di John Travolta non è stata di Fiorello e Amadeus. Ma dell’ospite.

Dal primo momento è stato davvero difficile tirargli due parole di bocca e i conduttori hanno finito per ridicolizzarsi nel tentativo di un riscontro da parte dell’attore.

Amadeus e John Travolta – seconda serata

Poi, il format di VivaRai2/Sanremo è quello di smitizzare dei giganti e di non prendere le cose troppo sul serio. Pertanto, il ballo del qua qua, per quanto ridicolo, era accuratissimo. E non troppo lontano dalle coreografie di Hairspray (2007). Dove Travolta è Edna. 

Se Travolta non fosse stato completamente passivo fin da subito, lo sketch sarebbe stato tra i più riusciti e divertenti della storia del Festival.

Il giorno successivo è arrivato sul palco un entusiasta Russell Crowe che ha esordito con “Buonasera, grazie” prima di esibirsi con la sua band per promuovere il prossimo tour, scherzare con i conduttori e godersi il tempo lì. Noi eravamo grati a lui eppure non smetteva di ringraziare. Per euro zero. E non diverse centinaia di migliaia, più un milioncino dal brand di scarpe che manderà di nuovo la kermesse al Tar. 

Amadeus, Russell Crowe e Teresa Mannino – terza serata
5. Lazza

Che avrebbe vinto, se solo avesse presentato la sua proposta in tempo. Cento messaggi, il brano portato dal rapper sul palco a sorpresa durante il gran finale, era da 10.