L’anima conservatrice di Givenchy

da | FASHION

Un ritorno al passato: Givenchy sfila alla Paris fashion Week rendendo omaggio a Monsieur, unico e solo, Hubert de Givenchy.

E’ in una location intima e raccolta che prende vita il racconto di Givenchy per questa Paris fashion Week. E’ proprio nel cuore del brand, nell’ Hôtel de Caraman al 3 di Avenue George V, sede dell’atelier e dei saloni di haute couture di Givenchy, che è stata presentata la collezione menswear 24/25. Il fondatore infatti, Hubert de Givenchy, si trasferì nell’hotel nel 1959, pochi anni dopo l’apertura della maison. Questa è stata la sede di grandiosi défilé e dove ora si attende il nuovo corso.

Dopo l’addio infatti di Matthew M. Williams, che ha lasciato la guida creativa del brand di Lvmh lo scorso dicembre, a poco più di tre anni e mezzo dalla nomina, Givenchy sfila oggi con un menswear immaginato in-house dal suo design studio. E per farlo decide di tornare alle origini, di tornare nella sede del suo fondatore. Scelta più che giusta in un periodo in cui il brand sta cercando di ritrovare la bussola persa.

Un tuffo nel passato

Tra piccoli tavoli rotondi, che accolgono gli ospiti, la sartoria diventa ad oggi la voce protagonista. Abbandonato lo streetwear di matrice Usa e le influenze dalla strada, dunque la pagina bianca da cui ricominciare è proprio la costruzione e decustruzione di blazer e giacche over dall’anima e dal cuore sartoriale. Bluse couture, il prezioso velluto dei potenti e dei ricchi, slippers da camera…

Ancora completi dove i blazer si tagliano sulle maniche e quasi diventano una cappa d’alta moda. Gessati dalla tradizione formale maschile e capospalla precisi dai tagli perfetti. Ma anche avvolgenti teddy bear coat, con quel pelo lungo da yeti che copre tutto, riveste un pantalone, e spunta da un top.

Quello di Givenchy per questa collezione è un guardaroba uomo che filtra con un lato femminile che molto guarda all’eredità della casa di moda. Un unione tra uomo e donna, una fusione, quando finisce uno arriva l’altra. E se di solito è la donna che va a rubare nel guardaroba maschile, questa volta è l’uomo che ruba alla donna e lo rende proprio. Una fila di piccoli bottoni come perle che si rincorrono sulla schiena di un turtleneck. Un paio di pants riccamente decorati e impreziositi da piccoli pendenti a goccia couturish.

In passerella ha preso forma una storia, quella di un brand che era stato lasciato da solo, privo di direttore creativo, e che per questa PFW è tornato alle origini. Ha scavato negli archivi e ha reso omaggio, e soprattutto onore, a un percorso e una storia fatta di successi e grande talento. In passerella è stata raccontata a 360 gradi la storia di  Hubert de Givenchy e la sua maestosa magnificenza. Grazie sua maestà Givenchy.

Tag: ,