Luca Dell’Aquila, in arte L¥UK, lancia il nuovo singolo “Testa di Mango” ispirato al romanzo di Elena Moretti. Il messaggio è: non fermarsi davanti ai pregiudizi e accettare il prossimo per quello che è.
Come mai hai scelto di chiamarti L¥UK scritto con la ¥?
Il mio nome l’ho scelto parecchi anni fa, quando ho iniziato a scrivere musica, in prima superiore. Luca in inglese è diventato Luke. Ho voluto aggiungere qualcosa di diverso: la Y. Ma c’era già altra gente con il nome Lyuk, quindi per differenziarmi ho aggiunto lo Yen, la Y con i due trattini. Non ha un significato personale.
So che hai fatto il liceo musicale. È un liceo molto specifico e interessante, una scuola che offre la possibilità di coltivare la propria passione, in questo caso la musica, tutti i giorni; ti ritieni fortunato ad averlo frequentato, visto il percorso artistico che stai intraprendendo?
Assolutamente. Mi ha insegnato molte cose, dagli aspetti tecnici, che sono importantissimi per la formazione di un cantante, alla teoria. Ho imparato il solfeggio, l’armonia, la composizione musicale.
Questi cinque anni mi hanno aiutato un sacco, anche a livello pratico, perché mi hanno permesso di collaborare anche in ambienti teatrali, tra questi un progetto con Achille Lauro. Lui andava nelle scuole a parlare del futuro ai ragazzi e io ho avuto l’occasione di accompagnarlo e di omaggiarlo con una sua cover.
Hai avuto altre esperienze in ambito teatrale?
In orchestra. Ho suonato e cantato, sempre con la scuola, al Teatro Lirico di Magenta.
Hai sempre suonato la chitarra. Come mai da circa un’anno hai deciso di cimentarti anche nel pianoforte?
La chitarra dopo cinque anni di liceo ha iniziato a stancarmi. Mi facevano fare sempre impostazione classica, che per carità è importantissima, ma mi piaceva di più il rock. All’ultimo anno ho iniziato a guardare quelli che facevano da dieci anni pianoforte, e da li ho iniziato ad appassionarmi. Gli altri ragazzi mi facevano vedere gli accordi. Ho imparato da autodidatta, ho preso pochissime lezioni e posso dire di aver fatto salti da gigante. Inoltre accompagnarmi con il piano mentre canto mi fa entrare di più nell’interpretazione. Mi da più emozioni rispetto alla chitarra.
Ti piacerebbe continuare con il pianoforte o provare anche altri strumenti in futuro?
Mi piacerebbe imparare la tromba.
Ambito teatrale e orchestra o commerciale?
Entrambi. Fin da bambino, ma anche adesso mi capita al mattino di ascoltare Luciano Pavarotti. La mia passione è nata con Michael Jackson, grazie a mio zio che me l’ha fatto ascoltare. Tengo molto a mio zio.
Come mai questo forte legame?
Io ero piccolino quando è nato tutto. Mio zio metteva la musica e io iniziavo a muovermi, poi lui la stoppava e io mi fermavo. È così che abbiamo iniziato a capire che avevo il ritmo nel sangue e ho iniziato a prendere lezione di canto.
Tu hai detto “Tutto nasce da una semplice domanda: chi dice che un libro non possa diventare musica?” Innanzitutto, sei appassionato di libri? ti piace leggere?
I libri non erano la mia passione. Un giorno sono capitato in libreria, dovevo comprare un cd, Eminem forse, e ho detto “ma perché non posso iniziare a leggere qualche libro?” A chi scrive serve sapere tanti vocaboli. Vedevo che i miei testi erano vuoti. Mentre guardavo, ho letto “Testa di mango”. Un titolo particolare. È da li che ho iniziato con la lettura.

Per quale motivo nella tua ultima canzone ti sei ispirato al romanzo di Elena Moretti “Testa di Mango” ?
Mi prendeva un sacco questo libro e ho detto “Ma perché non posso farci una canzone?” Insieme al mio team Supernova Group abbiamo contattato la casa editrice Mursia Editore e abbiamo avuto l’occasione e la fortuna di collaborare con loro.
Condividi i valori e ciò di cui tratta? Ti rivedi nel protagonista del romanzo, Andrea, un adolescente ribelle e dal carattere difficile che trova pace solo nella musica?
Innanzitutto questo romanzo mi è piaciuto per il linguaggio semplice, è una lettura molto scorrevole, non è un mattone. Mi ha colpito la figura di Andrea, ma soprattutto Morgana, la ragazza sordomuta di cui si innamora. Il concetto di incisività è molto importante.
Come hai fatto a trasformare un libro di 433 pagine in una canzone di circa 3 minuti? Come hai lavorato e da dove sei partito per scrivere il testo del brano?
Avevo letto il libro e mi ero fatto un’idea, ma non sapevo da dove partire.
Mi sono fatto mandare un riassunto delle cose più importanti. Da quel riassunto ho estrapolato le parole chiave e sono riuscito a fare un quadro ancora più originale del pezzo.
Ci hai messo tanto tempo ed elaborarlo e scriverlo?
No, una sera. Mi sono messo lì insieme a mio papà, che mi diceva “metti questa parola, e quest’altra..” e io gli dicevo “no fai fare a me”. Però alla fine gli ho dato ascolto ed è uscito qualcosa di figo.
Qual è il tuo processo di scrittura? In generale scrivi prima i testi o prima le basi musicali?
Dipende. Con il mio produttore Nayda, quando ci vediamo, le canzoni escono così, senza neanche un progetto definito prima. Vado molto ad ispirazione e in base alla giornata.

Qualcosa che vorresti condividere con i tuoi ascoltatori e seguaci?
Vorrei che sia ben chiaro il messaggio del pezzo. Il concetto di diversità. C’è ancora tanto da imparare, non bisogna fermarsi davanti ai pregiudizi, ma bisogna superarli e soprattutto accettare il prossimo.
Sogno e aspirazioni per il futuro? Orchestra o ambito commerciale?
Voglio far parte della scena più commerciale, ma senza abbandonare la visione orchestrale, che vorrei inserire in un concetto commerciale. Esempio fare una base con dei violini e un coro sarebbe qualcosa di nuovo e fresco. Un mio obiettivo è collaborare con diversi artisti, tra cui Blanco, con lui mi piacerebbe un sacco, e sulla scena interazione con Drake.
“Testa di Mango” di L¥UK è fuori su tutte le piattaforme!
Immagini: https://www.instagram.com/lyuk4real/?utm_medium=copy_link


