Se pensavate che il surrealismo fosse finito con Salvador Dalì vi sbagliavate. Nell’epoca della razionalità c’è ancora qualcuno che gioca con l’inconscio e per farlo usa proprio quelle macchine razionali chiamate computer…il suo nome è Beto Val.

Nome di battesimo: Beto Valencia, ma tutti lo conoscono come Beto Val. L’artista ecuadoriano che riporta il surrealismo nell’era contemporanea. Tutto nasce quasi per caso, come del resto buona parte delle idee migliori, dalla scoperta di banche immagini vintage di pubblico dominio. Nella noia delle chiusure forzate del covid-19 l’artista inizia a viaggiare con l’immaginazione a comporre i suoi primi collage.

Il continuo creare dell’artista senza freni lo porta alla realizzazione di immagini che scaturiscono dalla propria mente. I suoi pensieri si concretizzano in personaggi fantastici; animali provenienti da realtà immaginarie che traducono le pulsioni inconsce dell’artista. Le immagini dal finish vintage si mixano in modo da realizzare nuove realtà di stampo surrealista. A stupire è la realizzazione di tali immagini create con l’ausilio del computer. La macchina più razionale che esista presta servizio alla più irrazionale delle pulsioni: quella inconscia.

Fil rouge di tutta la produzione artistica di Beto Val quello del divertimento, dell’esplorazione e del gioco. Ogni opera traduce la mente dell’artista in un modo unico e inimitabile. Ogni immagine suggerisce emotivo i e realtà completamente diverse da quella precedente, ma in qualche modo il timbro dell’artista rimane perfettamente riconoscibile.

L’artista, che conta 223mila follower su instagram, specializzato in grafica pubblicitaria è stato anche in grado di commercializzare la propria arte. Dalle tazze alle t-shirt così l’inconscio di Beto Val può entrare nella vita di chiunque.

foto: instagram


