50 anni di Timberland: the story of an icon

da | STYLE

Molto più che un semplice stivale. L’originale Timberland boot è un’ istituzione. Il brand celebra il suo 50esimo compleanno con un documentario diretto da Tom Gold che racconta come l’accessorio sia passato da semplice stivale ad icona.

“This is not a boot: the story of an icon.” È questo il titolo del documentario che racconta l’ascesa dell’iconico stivaletto Timberland. 

La storia del brand, che diventerà uno dei più cool dello scorso millennio e ancora oggi, ha origini ben diverse. Lo stivale nasce in New England dalla famiglia Swartz. Nulla a che vedere con la moda: una risposta pratica, comoda ed innovativa alle temperature fredde. Uno stivale lontano dagli eventi mondani e patinati dal fashion system; piuttosto un accessorio da lavoro utile a chi di tempo per vestirsi ne ha ben poco.

E allora come è diventato un’icona fashion?

Sono gli anni ‘80 l’epoca d’oro del brand. Dai boschi del New England arriva a New York per poi diffondersi a livello globale. E anche noi italiani abbiamo fatto la nostra parte! Dai sobborghi della grande mela a Piazza San Babila a Milano gli stivaletti Timberland hanno conquistato le subculture giovanili di tutto il mondo dalle più underground alle più patinate. 

A Milano sono diventate l’ossessione dei paninari che ne hanno fatto uno statement. Colmar colorato, jeans risvoltati e timberland: la divisa del perfetto paninaro. L’iconico boots è passato così da essere accessorio da lavoro, utile e, per certi versi, antiestetico a far parte della divisa del gruppo più fashion e cool della Milano anni 80. Chiedete ai vostri genitori, se erano cool ai tempi, senza dubbio, avevano un paio di Timberland!

Una storia incredibile quella dello stivaletto da lavoro più cool di sempre. Storia celebrata con un documentario di Tom Gould che sul brand dichiara: “Sono un appassionato di Timberland fin da giovane ed è stato l’inizio di un sogno quando mi hanno chiesto di dirigere il film che avrebbe celebrato i 50 anni del marchio. La parte più gratificante è stata la possibilità di entrare in contatto con tutte queste straordinarie icone culturali, ognuna con un legame molto personale ed emotivo con lo stivale: è stata una bella sfida intrecciare le loro storie uniche in una narrazione convincente, che mostrasse l’evoluzione dello Yellow Boot dai suoi albori fino a oggi. In fin dei conti, il titolo non potrebbe essere più azzeccato: è molto più di un semplice boot.”