SELFIE: ne vale davvero la pena?

da | CULTURE

Se cercate su google l’inventore del selfie vi uscirà sicuramente il nome di un tale, Robert Cornelius, fotografo americano, il cui ‘selfie’ risale addirittura al 1839. Ma il suo non fu altro che un autoscatto, puntando il timer sulla sua macchina fotografica e mettendosi davanti all’obbiettivo.

La nostra generazione invece ha decisamente un’altra concezione di selfie, nella decade precedente alla nostra era una rappresentazione più fedele possibile alla realtà di noi stessi. Tanto che ci veniva e ci viene ancora chiesto nel nostro CV ad esempio come ulteriore presentazione di noi stessi.

Ad oggi invece il selfie viene inteso in tanti altri modi il più comune è sicuramente quello che mostra l’immagine di noi, dei nostri cambiamenti ma soprattutto della nostra immagine ideale. Perché, diciamoci la verità, ad oggi solo la generazione dei boomer fa dei selfie senza modificarli con filtri e applicazioni create apposta per rendere viso e corpo quasi irriconoscibili. 

Eppure nonostante questo concetto ci può sembrare recente così non è. 

Colei che ha elevato l’autoscatto a pura arte: Cindy Sherman

cindy sherman

Già nel secolo scorso Cindy Sherman aveva inventato un concetto di selfie che la ritraeva sempre in panni diversi. L’americana dichiara infatti “I wish I could treat every day as Halloween”. Sin da bambina ha sempre avuto un attitudine al trucco e parrucco, che col tempo ha trasformato in una professione mostrando scatti di sè stessa dove di lei c’era veramente poco.

Questa scelta probabilmente non era solo data una grande creatività ma anche da un sentimento di insicurezza verso il proprio apparire. Tematica che oggi non può essere più attuale.

Con l’avvento dei social media il selfie diventa qualcosa che un pubblico sempre più ampio può visualizzare ma soprattutto commentare. Giudizi, pareri non richiesti, che spesso, purtroppo, si trasformano in vero e proprio bullismo.

Penso sia proprio questo il reale motivo dietro l’insicurezza che ci accompagna quotidianamente.

cindy sherman character
personaggio cindy sherman
cindy sherman  moma

Il Killselfie

tornado killselfie

Altro aspetto di concepire il selfie, parecchio preoccupante, è il cosiddetto ‘killselfie’. Un autoscatto che individui, poco assennati, realizzano sperimentando volutamente azioni e situazioni pericolose. In modo da riportare la testimonianza di qualcosa che possa far esplodere il loro cellulare con migliaia di like e diventare così virali sui social. E se state pensando che sia una cosa rara le statistiche invece parlano chiaro. Dal 2008 al 2021 sono morte 379 persone in tutto il mondo mentre cercavano di scattare ‘la foto dell’anno’ in situazione di pericolo. Il che vuol dire più di un decesso ogni 12 giorni. 

Nel 2021 l’Italia sfiorava la top ten nella classifica per numero di vittime. 

Per quanto ne sappiamo ad oggi, le vittime dei cosiddetti “selficidi” sono arrivate a toccare la soglia dei 380. 

Ma quali sono le principali cause di morte? In cima alla lista troviamo sicuramente cadute dall’alto ed incidenti di trasporto. 

killselfie testimonianza
skyline selficidio
piacenza killselfie
Piacenza: durante il soccorso di una donna investita dal treno un ragazzo si scatta un selfie

Arrivati ora alla fine l’interrogativo che vi pongo è il seguente; ne vale davvero la pena?

Lascio a voi la risposta.

Foto di Google _ MoMa _ ATP Diary _ Europa Today