Anno di grandi debutti per Peter Do che, dopo aver sfilato a New York per Helmut Lang, approda a Parigi con il suo brand. L’apoteosi dello stile parigino vista sotto gli occhi della grande mela.
Una nuova eleganza parigina
“Non occorre essere nati a Parigi per avere uno stile da Parigino” dice Ines De La Fressange, modella custode dell’eleganza alla parisienne. E pare che Peter Do l’abbia preso alla lettera. Per il suo debutto nella più chic delle capitali della moda il designer parte, infatti, dall’essenza dello stile parigino destrutturandolo e riscrivendolo.

Un trench, un paio di pantaloni a sigaretta e una camicia bianca sono i must have dello stile parigino. Peter Do decide, per la SS24, di riscriverne il senso lavorando sulle forme e sulla sartorialità. Una collezione che, come scrive il designer nel comunicato stampa, vuole far parlare gli abiti da soli. Silhouette raffinate, semplici ed eleganti si arricchiscono di interessanti dettagli strutturali. Cut out, tagli, trasparenze ed inserti in pelle diventano il dettaglio che rende studiato un look, a prima vista, banale. Piccolezze che rendono grande una collezione come i tagli a vivo sulla vita dei pantaloni palazzo o gli inserti in tulle su maxi maglioni castigati.

La parigina ha l’arroganza di non sentirsi mai fuori moda e con le collezioni di Peter Do questo è possibile. Come da Helmut Lang, anche per il suo brand, il designer viaggia nel senso opposto rispetto alla moda. Lavorando ad una collezione senza tempo che non potrà mai essere fuori moda.

Niente loghi, niente urla: Peter Do propone un’eleganza sussurrata fatta di controllo e dettaglio. Su una tavolozza di toni neutri spicca il rosso. Agitato e frenetico, ma anche passionale il rosso riscalda una collezione di colori anonimi. La scelta di una palette quasi acromatica parla da se. L’idea è quella di risaltare le forme, i tagli e i tessuti. Elementi tangibili da cui la moda è effettivamente costruita ma che, spesso, almeno negli ultimi tempi, passano in secondo piano.

Peter Do riporta in auge l’idea che a parlare debbano essere i capi, il prodotto stesso della moda. Sono loro a dover comunicare idee, messaggi e battaglie. Le impalcature possono aiutare, rafforzare, ma non devono essere il centro degli show del futuro che vogliono come protagonisti gli abiti.



Foto: Kendam.com


