Uno degli show più attesi di tutta la MFW, è finalmente uscito in passerella! Più che di una sfilata si può parlare di un vero e proprio rave aperto a tutti. Non tutto però ha funzionato -forse per il troppo caos generale. Nonostante la pioggia, Diesel, anche quest’anno ci ha trasportati in una realtà ultraterrena, con una storia che celebra la condivisione e l’appartenenza ad una grande famiglia.
Per il secondo anno di fila, Gleen Martens ha deciso di aprire la sua sfilata a tutti, mossa azzardata, che se l’anno scorso ha funzionato, forse quest’anno ha avuto dei problemi -probabilmente per il troppo sovraffollamento. Il 6 settembre infatti, è stata data la possibilità a ognuno di noi di acquistare il biglietto dello show, sul sito officiale di Diesel. Biglietti che dopo pochissimi minuti sono andati, ovviamente, subito sold out.

Uno show per tutti
Diesel ha cercato di abbattere gli elitari sistemi della moda, rendendo un evento esclusivo, come la Fashion Week, per una volta aperto a tutti. Il pericolo però di quando si apre uno show colossale come quello di Diesel, è di creare solo tanta confusione. Rischiando poi che non tutti possano entrare. Immaginate riuscire ad accaparrarsi l’invito per la sfilata dell’anno e poi rimanere fuori!
Tutto ha avuto inizio il pomeriggio del 20 settembre alle sei, tra la pioggia, gli ombrelli e la lunga fila; dj set dopo dj set e musica elettronica, il rave creato da Gleen Martens ha preso forma. Tutti uniti sotto lo stesso cielo, alla sfilata di Diesel non c’erano differenziazioni tra vip e nip, ma solo essere umani.

Già con la scorsa SS24, il brand, con la celebrazione della bodypositivity, aveva scritto un capitolo importante per la storia della moda. Con questa sfilata Gleen Martens continua il suo racconto sulla condivisione, dopo un periodo in cui anche solo il contatto con le persone era un pericolo, con il secondo capitolo: il rave. Un momento di gioia e partecipazione per tutti. Un fil rouge quindi che invade anche la passerella di quest’anno.
Il denim come sempre, e da sempre, rimane al centro dell’attenzione: ritornano infatti i vertigicosi stivali cuissardes, che diventano un tutt’uno con i jeans. E anche l’effetto devorè, di un tessuto lavorato per essere logorato. La pelle dei modelli, sia uomini che donne, si fonde con gli outfit: a stupire infatti è il make up. In viso viene simulato il pattern del denim che calcava la passerella, creando così un effetto tridimensionale.

Tornano anche gli abiti semi trasparenti, effetto vedo non vedo, effetto nude e second skin. Anche questa volta poi, le trasparenze si trasformano in strappi. A sfilare è una totale consapevolezza del proprio corpo, un corpo libero, genuino e sicuro di sé. Insomma, tirando le somme, di questa collezione SS24, in passerella si è visto principalmente una replica di quello che ci era già stato proposto l’anno scorso. E se la prima volta fa scalpore, la seconda già diventa noioso.

A mancare in questo show, o se vogliamo in questo rave, è stata proprio la magia della sfilata. «Perché sei qui?» ha chiesto Vogue ad una ragazza. «Perché è una performance emotivamente forte, ed è straordinario sentirsi parte di una forma d’arte come questa», ha risposto lei. Se l’avessero chiesto a qualcun’altra, forse nemmeno loro sapevano realmente perché fossero lì. Probabilmente la moda non è ancora pronta a un passo così grande che ha provato a fare Diesel. In ogni caso “For Successful Living”!




Foto: Vogue Runway


