La Milano Fashion week è ufficialmente cominciata con uno degli eventi più attesi. Sul fashion show di Onitsuka Tiger, firmato Andrea Pompilio, c’erano tante aspettative, forse disattese.
Una collezione che grida timidezza
In una location asettica, fatta di mattonelle bianche e luci fredde, sfila la SS24 di Onitsuka Tiger. Un tripudio di minimalismo, in perfetto pendant con la location scelta, che lascia un po’ perplessi.
Aprono la passerella una serie infinita di look total black boxy fit, intervallati da qualche accenno di giallo Tiger. Completi con blazer over, maxi felpe e minidress vedo non vedo compongono una collezione al limite dello sbadiglio. Il rigore dei capi si mixa con l’allure scherzosa ed irriverente dei rainboots gialli e delle scarpe, vero focus point della collezione.

Il nero cela il corpo con eleganti trasparenze che raccontano una riscoperta estetica minimal. Stesso corpo che, talvolta, viene coperto con interessanti giochi di layering. Le sovrapposizioni infatti sono la chiave della collezione, sono ciò che rende interessante il progetto Onitsuka Tiger. Su un colore, almeno in principio, quasi totalmente nullo si sovrappongono capi annodati e scomposti. Unico accenno di dinamismo in tutta la collezione.
Dopo il nero, il tentativo di racconto continua e timidamente si fanno spazio i primi colori. Beige, grigi e qualche dettaglio in cristalli sostituiscono momentaneamente il total black e fungono da momento di transizione tra due mondi. Micro fantasie floreali dimesse e, quasi scolorite, dipingono, poi, le silhouette di Tiger. Fiori che sembrano appena usciti da un quadro impressionista, sfocati e poco definiti diventano i protagonisti della sfilata.

Una collezione che, tirate le somme, ha poco da dire. Forse il gioco di contrasti tra il nero e il colore, l’over size e il minimal, le trasparenze e il layering tentano di raccontare un mondo fatto di continue contraddizioni. Nella realtà però la collezione sembra frenata. Il messaggio è poco chiaro: è come se il designer avesse paura e si volesse trattenere.
Il minimalismo di Onitsuka Tiger è, senza dubbio, una risposta controcorrente alla frenesia del contemporaneo. Un momento per fermarsi e riflettere, ma fermarsi a guardare cosa? Una collezione fatta di silhouette total black? Pochi dettagli interessanti non bastano alla costruzione di una collezione che si preannunciava come una delle più cool della MFW. Nota di merito per lo styling che ha reso interessante l’intera collezione, per il resto direi che Tiger è rimandato alla prossima stagione.
Forse di Onitsuka Tiger ci ricorderemo solo il dirigibile che sorvola il piazza Duomo.


