A parlare di creatività non ci si annoia mai, soprattutto se la persona con la quale affronti l’argomento è Lucia Del Pasqua. “La creatività ha sempre fatto parte di me anche se non lo sapevo”, una lezione di vita la sua più che un racconto di sé. Ecco a voi Lucia.
Di cuore milanese ma di origini Toscane, Lucia si presenta come una “creativa di mestiere”. Appassionata di arte, libri e musei, nella vita non esclude niente, ma include tutto: ama il surf, anche se ha paura delle onde alte e le moto, anche se ha paura della velocità. Fiera del suo animo contraddittorio, Lucia Del Pasqua decide di aprire il libro della sua vita e leggerlo a gran voce, come in pochi sanno fare.

Tra la campagna e la città trascorre la sua infanzia circondata dall’amore di due famiglie tanto diverse quanto fondamentali per la sua crescita, perché si sa “siamo figli dei nostri genitori e dei valori che ci hanno trasmesso”. Latte e biscotti e un pizzico di creatività al posto dello zucchero. Questa la colazione a casa Del Pasqua, mentre s’incanta nel vedere il padre disegnare e la nonna sfoggiare gli abiti firmati Emilio Pucci.
Una creatività “a portata di mano” che Lucia ha nascosto nel comodino per troppo tempo: “Solo durante il lockdown ho capito che sono una creativa”. Non è stato facile ritrovare la chiave di quel cassetto, certo è che, come insegna la Del Pasqua “bisogna provarci sempre e arrendersi mai”
Quanto volte ci mostriamo per come vorrebbero gli altri, ma non per come siamo? Quante le volte che cerchiamo di essere meglio per qualcuno accantonando, però, le nostre passioni? Lucia continua la lettura del suo libro con voce commossa (lo si percepisce dal tremolio delle parole). “Sono passata da giornalista di moda a scrittrice, fino a ritrovarmi ad essere solo un influencer, senza capire realmente chi fossi. Guadagnavo tanti soldi, in apparenza ero felice, facevo tutto quello che gli altri volevano che facessi, ma non mi sentivo bene, quindi ho deciso di non scappare dal dolore, ma di affrontarlo. Sono andata in terapia e ho iniziato a leggere tanti libri sul buddismo, creatività e psicologia“
I cambiamenti nella vita fanno paura, ma è opportuno cavalcare l’onda del dolore per poi godere della bassa marea. Lucia ha vissuto una vita in apnea e solo dopo il “fermi tutti” del coronavirus è riuscita a riemergere e tornare a respirare : “Ho cambiato un pò tutto perché non ero più contenta di essere quello che ero”

È difficile trovare il coraggio di cambiare, spiega, perché cambiare è difficile, è paradossale: “le persone tendono a prediligere un malessere continuo piuttosto che netto“. Oggi la nuova Lucia può essere fiera del cammino intrapreso : “Sono una freelance, un direttore creativo, una copy e una performance freelance” . Tra una lezione di pianoforte e l’altra, scrive, legge ed è responsabile editoriale di alcuni canali per anziani, come “Over” o “Per anziani”.
Come un regista ama dirigere da dietro le quinte, non ha bisogno del palco e dei riflettori puntati : ”La mia missione è quella di sparpagliare la creatività. Mi auguro di divertire, intrattenere e informare, ma anche di essere più dura, quando necessario, per mettere le persone difronte alla realtà dei fatti”. E il futuro non la spaventa, il presente la incoraggia e il passato è passato. “Voglio sempre stare fluida nella vita, quindi non ho idea di cosa succederà domani, potrei trasferirmi in Giappone non lo so”.
Per Lucia esiste solo il qui e ora. Il futuro sarà una sorpresa.


