Storia del marchio Ortigni: una famiglia, una passione

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Stefano Ortigni ci racconta la storia del marchio Ortigni. Un viaggio che inizia in un fienile trasformato in laboratorio, nella via Poggio alla Cavalla, con destinazione oltreoceano.

Ortigni è una storica azienda di calzature toscana nata – e attualmente situata – nella terra dei brigidini: Lamporecchio. Qui gli artigiani lavorano, l’uno affianco all’altro, per dar voce ad una scarpa che racconta una storia lunga più di novant’anni e che rivela i trucchi del mestiere di nonno Paolo. Trucchi tramandati prima al figlio Allegro ed infine svelati ai tre fratelli: Stefano, Barbara e Fabio.  

Una storia che ha inizio nel 1930 con Paolo Ortigni e i suoi i primissimi prototipi di scarpe. Prodotti lavorati unicamente a mano, in via Poggio alla Cavalla. In un fienile immerso nella campagna toscana, Paolo tagliava, forava e cuciva il cuoio, in compagnia di vicini e amici.  La voglia di vendere era tanta, ma i soldi nelle tasche delle persone scarseggiavano. Fu così che il maestro calzolaio, spinto dall’amore per il mestiere, decise di andare a vendere il proprio prodotto in una città in piena espansione industriale: Torino. 

Così inizia la storia del marchio Ortigni. Con i borsoni pieni di scarpe e il cuore colmo di speranza, Paolo arrivava a Porta Palazzo alle prime luci dell’alba. Qui passava le giornate e esponeva ai passanti il manufatto firmato Ortigni. Un’esperienza impegnativa ma da cui si vide ripagato. I borsoni tornavano vuoti dalle scarpe ma altrettanto pieni di soddisfazioni e gioia. 

Nel 1955 Paolo fu costretto a posare gli attrezzi, limitandosi a condividere la sua abilità di maestro calzolaio con il primogenito Allegro. Questi, una volta a capo dell’azienda, arrivò a coinvolgere un team laborioso fatto di amici e conoscenti pronti a rimboccarsi le maniche per portare avanti l’attività Ortigni. Con il passaggio di testimone ai fratelli Stefano, Barbara e Fabio, l’azienda iniziò a carburare fino a prendere il decollo e a diventare nel 1991 ditta «Sutoris», cui nome significa calzolaio. Da qui il desiderio di perfezionare, affinare e arricchire il prodotto sotto ogni punto di vista per poter puntare ancora oltre.

È così avvenne: nel giro di pochi anni si ritrovarono esposti in uno dei negozi più importanti di Firenze, Raspini. Nel cuore di piazza Duomo. “Erano così belle le loro scarpe che quasi mi vergognavo a mostrare le mie” racconta Stefano, ripensando a quei momenti.

Dal 2005 entrano a far parte degli espositori di Pitti. Arrivano a veder esposti i propri prodotti nelle vetrine tra le più importanti al mondo, oltreoceano, a Tokyo e negli USA.  Tutto ciò è stato possibile grazie alla capacità di ereditare il talento, le virtù morali e la maestranza del padre fondatore. A raccontarle, ancora oggi, facendo le cose con amore.

Chi ama la calzatura Ortigni è testimone di una società legata al passato. Attratta dal “vecchio che profuma di innovazione, freschezza e originalità”. Amante del dettaglio, della rifinitura e del made in Italy in grado di soddisfare i bisogni di testa e cuore. Chiedetelo a Stefano: vi parlerà di amici, mai di clienti.