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Annunciata la nuova collaborazione tra Accademia del Lusso e Pambianco Communication

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Dal 1977 Pambianco assiste le società della Moda, del Lusso, del Beauty e del Design nella creazione dell’immagine della propria Azienda. Accompagna queste realtà nelle scelte più delicate, partendo dall’interpretazione delle nuove esigenze dei mercati, passando per la verifica delle strategie, del posizionamento competitivo, delle politiche e delle strutture organizzative, seguendo i cambiamenti di cultura e di gestione delle aziende e pianificando tempi e modi di attuazione dei progetti di sviluppo.

Per questo motivo Accademia del Lusso – una delle più importanti scuole di moda e design nel panorama nazionale – è lieta di annunciare una nuova collaborazione con Pambianco Communication, divisione del gruppo Pambianco.

Come fine ultimo l’incremento ulteriore della brand awareness di Accademia del Lusso sia tra gli studenti che fra le Maison di Moda. In maniera particolare l’obiettivo principale sarà quello di comunicare al meglio l’alta specificità di una realtà, che dal 2005, offrendo diversi livelli di formazione, sia in italiano che in inglese, come corsi Post Diploma triennali, corsi Master annuali e corsi Professionali intensivi, si è posta da subito come leader di questo settore.

Accademia del lusso in visita la sede di Vogue Italia

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Lunedì 26 marzo 2018 gli studenti dell’Accademia del lusso hanno visitato la sede di Vogue Italia situata in Piazzale Cadorna 5 a Milano.

Alle pareti di Vogue tante foto glamour di Steven Meiselche per venticinque anni fece le copertine di Vogue Italia.

Carlo Ducci ha incontrato per ben più di due ore gli studenti di Fashion Styling, Master Fashion Brand Management e Master Fashion Communication.

Carlo Ducci è stato chiamato in Italia nel 1987 da Franca Sozzani per entrare nella squadra di Vogue Italia, ricoprendo finora il ruolo di caporedattore attualità.

Ha partecipato a molte mostre ed eventi concepiti negli anni da Vogue Italia e ha seguito varie associazioni di beneficenza (Breast Health International di Filadelfia e il ghanese OrphanAid of Africa) e noti brand internazionali del lusso.

Vogue Italia è considerata la più innovativa e prestigiosa di tutte le riviste di moda Condé Nast. Carlo Ducci ha curato un contenuto che spazia dall’arte, musica, beneficenza, teatro dandogli una posizione privilegiata per esplorare la società e influenzare i cambiamenti culturali.

Nel suo lavoro, mantenere un approccio giornalistico alla vita è essenziale per osservare con curiosità tutti i fenomeni sociologici, culturali, economici einterpretarli.

Vogue Italia nasce dall’acquisto nel 1962 della rivista italiana Novità dall’americana Condé Nast di Samuel Irving Newhouse. Novità era destinato ad un pubblico d’élite e trattava di stile, arredamento e moda. La nuova proprietà ribattezza la testata Vogue & Novità, nel novembre 1965, per poi diventare definitivamente Vogue nel giugno 1966.

Vogue Italia ha diffuso lo stile del Made in Italy nel mondo.

Carlo Ducci ha parlato della grande influenza di Carla Sozzani sull’estetica e il ruolo di Vogue quando nel luglio 1988 è stata nominata direttrice. Ha accentuato lo stile sofisticato del giornale, rendendolo sempre più attento alle varie tendenze e parlando a un pubblico più giovane.

La moda non ha leggi né regole, ma è stata Franca Sozzani e la sua creatività e sensibilità a dettarle negli ultimi decenni.Ha reso Vogue la migliore rivista di moda al mondo, nonché la meno influenzata dalle industrie del settore e per la prima volta il nome di un giornale è diventato un brand, dando nascita a nuove collaborazioni al di fuori del mondo dell’editoria.

È rimasta per quasi 30 anni direttrice di Vogue Italia fino alla sua morte nel dicembre 2016. Emanuele Farneti è stato nominato suo successore, dando a sua volta una nuova personalità alla rivista e che vuole portare Vogue a una tradizione di alto livello non solo visivo ma anche di scrittura.

Carlo Ducci ha spiegato il modello di sviluppo del marchio Vogue e del posizionamentopiù esclusivo e taste makerdi Vogue Italia, diverso da atri paesi.

Vogue è stato fondato nel 1892 a New York. Vogue Uk, Francia, Italia sono nello stesso gruppo. Le altre edizioni di Australia, India, Brasile, Spagna, Corea del Sud, Taiwan, Russia, Giappone, Messico, Portogallo, Cina, Turchia, Olanda, Tailandia, Ucraina, Arabia e Polonia sono state sviluppate sul modello del franchising.

L’incontro è stato illustrativo, motivazionale, partecipativo. Ha dato consigli agli studenti come quelli di puntare alla qualità, essere sé stessi e dare spazio alla propria liberta creativa.

Chloe Payer
fonte foto: vogue.it

Gli studenti di Accademia in visita a Italiana. L’Italia vista dalla moda 1971-2001

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In occasione di un Land Lab gli studenti di Accademia del Lusso Milano hanno avuto la possibilità di visitare la mostra ‘Italiana.L’Italia vista dalla moda 1971-2001’.

La mostra in programma fino al 6 maggio 2018 presso il Palazzo Reale di Milano, è prodotta dal Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e Camera Nazionale della Moda Italiana con il supporto del Ministero dello Sviluppo Economico e ICE Agenzia, grazie al main partner Yoox-Net-A-Porter, alla collaborazione con Pomellato e ai manichini di La Rosa.

‘Italiana. L’Italia vista dalla moda 1971-2001’ è un progetto in forma di mostra e libro, ideato e curato da Maria Luisa Frisa e Stefano Tonchi, che celebra il sistema italiano della moda nel lungo trentennio, analizzando le relazioni fra gli esponenti di una generazione di stilisti, industriali, designer, artisti, architetti e intellettuali che hanno definito l’immagine dell’Italia nel mondo.

 

Si parte dal 1971,anno che segna simbolicamente il passaggio dall’Alta Moda al prêt-à-porter: tutto inizia quando lo stilista Walter Albini sceglie di usare Milano come palcoscenico per la sua prima sfilata; e si finisce con il 2001: momento in cui la moda italiana si trasforma in un caso internazionale.

La mostra si snoda in 9 sale che non seguono un percorso cronologico ma bensì tematico: Identità, Democrazia, In forma di logo, Diorama, Project Room, Bazar, Postproduzione, Glocal, L’Italia degli oggetti, sono queste le nove sezioni in cui è strutturato il percorso.

Ad abiti firmati da grandi nomi della moda tra cui quelli diAlberta Ferretti, Antonio Marras, Benetton, Bottega Veneta, Diesel, Etro, Dolce & Gabbana, Fendi, Ferragamo, Fila, Fiorucci, Giorgio Armani, Max Mara, Missoni, Prada e  Valentino, si alternano le opere di artisti come Michelangelo Pistoletto, Maurizio Cattelan, Francesco Vezzoli, Alighiero Boetti e le fotografie di Oliviero Toscani, Paolo Roversi ed Alfa Castaldi.

Una mostra che ha cosi permesso agli studenti non solo di poter vedere pezzi di archivio gelosamente custoditi dalle Maison, ma di poter rivivere un pezzo di storia estremamente importante per la nostra cultura.

 

Nicola Ievola

foto: palazzorealemilano.it

Accademia del Lusso crea due borse con Lanfranchi ed espone a Milano e Parigi

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Dare struttura e sostegno al talento: sono due dei principali obiettivi tra quelli che Accademia del Lusso si pone costantemente e instancabilmente.
Dare struttura attraverso le attività di docenza, i laboratori interni ed esterni, i seminari; dare sostegno attraverso collaborazioni con aziende che scelgono di affiancare Accademia del lusso.
È il caso di Lanfranchi: fondata nel 1887, l’azienda occupa oggi una posizione di leadership nell’ambito della produzione di chiusure lampo grazie a una moderna organizzazione produttiva e grazie alla costante ricerca di nuove soluzioni tecnologiche finalizzate alla realizzazione di un componente piccolo eppure decisamente fondamentale e non solo nella moda.
Specializzata in particolare in soluzioni destinate alla pelletteria di alta gamma, Lanfranchi ha recentemente creato Mirage, un innovativo cursore realizzato in ceramiczirconia: si tratta di un materiale ceramico, applicato anche nel settore della gioielleria, che dà nuova vita al colore con una pienezza, un’intensità e una durevolezza mai raggiunte da altri processi di smaltatura o trattamento delle superfici.
Dopo aver sponsorizzato l’eventoYOUnique, la sfilata finale dello scorso anno accademico, Lanfranchi ha voluto nuovamente collaborare con Accademia del lussodL: Laura Piazzalunga, responsabile commerciale dell’azienda di Palazzolo sull’Oglio, ha lanciato un contest per gli studenti di Milano dell’Area Prodotto, in particolare dei corsi di Fashion Design, Fashion Product Design e Accessories Design.
Partito lo scorso dicembre, il contest prevedeva la progettazione di due borse per la primavera / estate 2019, una da donna e una unisex, con l’opportunità di utilizzarein anteprima i nuovi cursoriin ceramiczirconialanciatiufficialmenteda Lanfranchi in occasione della fiera Milano Unica che si è tenuta dal 6 all’8 febbraio.
Il progetto è stato coordinato da Barbara Sordi, direttrice didattica di Accademia del lusso.
«Insieme a Laura Piazzalungae a Luis Marchiano, artigiano specializzato in accessori di lusso, abbiamo selezionato i due designer, Manuel Fino, studente di Fashion Product Design, e Belinda Healy, studentessa di Fashion Product Design, rispettivamente con uno zaino unisex e una pochette donna», racconta Barbara.
«Abbiamo lavorato in un’ottica che fosse sia funzionale sia estetica – continua – allineandoci inoltre ai trend proposti anche per il concept della nostra sfilata 2018.»
I pezzi sono stati esposti in un box all’esterno dello stand Lanfranchi proprio in occasione di Milano Unicae il contest è diventato un’opportunità anche per altri studenti AdL: l’allestimento è stato infatti curato da Franca Micheli, Giulia Codeluppi, Ilenia Carenini e Jacqueline Sacripantiun, quattro studentesse del corso di Visual Merchandising.
Dopo Milano Unica, la pochette donna è volata a Parigi per essere esposta al salone Première Vision dal 13 al 15 febbraio, mentre lo zaino unisex è stato nuovamente esposto a Milano dall’11 al 14 febbraio in occasione della fiera Mipel.
Gli studenti sono riusciti a realizzare un prodotto di alta qualità e dal design moderno, confermando ancora una volta gli obiettivi di Accademia del Lusso: garantire una formazione innovativa e concreta e far maturare esperienze che siano realmente professionalizzanti e dunque spendibili nel mercato del lavoro.
Non solo: fare squadra unendo forze, capacità, attitudini è un altro importante insegnamento che Accademia del Lusso tiene a fare arrivare agli studenti che saranno i professionisti di domani, con il preciso scopo di preparare una generazione che creda in un sistema moda realmente interconnesso, dalla progettazione all’esposizione e oltre.
Emanuela Pirré

Rosa Genoni e la mostra a Milano: la parola ai nostri studenti

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Rosa Genoni è una figura importantissima per la moda e per il Made in Italy, eppure è poco conosciuta perfino tra gli addetti ai lavori.

Oggi, la sua figura è al centro di un’intelligente opera di riscoperta e l’Archivio di Stato di Milano sta ospitando una mostra dedicata proprio a lei, a una delle donne italiane più interessanti e autorevoli.

La mostra si intitola «Rosa Genoni 1867 – 1954, una donna alla conquista del ‘900 per la moda, l’insegnamento, la pace e l’emancipazione» e gode dell’alto patrocinio del Parlamento Europeo: comprende cimeli, bozzetti, abiti, documenti inediti, lettere, foto, pagine d’epoca, articoli, libri.

Ideata e curata dalla giornalista ed esperta di moda Elisabetta Invernici con il contributo di Raffaella Podreider, nipote-biografa della Genoni, è stata aperta fino all’11 febbraio per la sezione moda e continuerà fino al 17 marzo per la sezione politico-sociale, con ingresso gratuito.

Rosa Genoni viene messa in luce come donna audace, capace, decisa; dal duro lavoro come piscinina (come erano chiamate le giovanissime che lavoravano in sartoria) alla direzione di una nota maison milanese (la H. Haartdt et Fils, allora principale casa di moda milanese); dal GrandPrix della Giuria all’Esposizione di Milano del 1906 alla carriera giornalistica.

La Genoni è stata inoltre docente e unica rappresentante italiana alla Conferenza dell’Aja del 1915.

Con ingegno, energia, impegno costante, ha costruito una vita eccezionale in ogni ambito in cui ha operato: ho dunque pensato che sarebbe stato importante visitare la mostra insieme agli studenti del nostro corso di Storia del Design Italiano, visto che ho avuto il piacere di tenere alcune lezioni.

E ho pensato che sarebbe stato bello poter realizzare la visita insieme a colei che tanto si è adoperata affinché la mostra potesse avere luogo: così, lunedì 29 gennaio, io e gli studenti siamo stati condotti nel mondo di Rosa Genoni dalla bravissima Elisabetta Invernici.

Penso che studiare e approfondire il lavoro della Genoni sia doveroso e significativoin quanto il suo nome si collega al pacifismo, alle lotte per l’emancipazione, alla politica, alla pedagogia, all’innovazione, all’ecologia, alla sostenibilità, al dialogo interculturale.

Rosa Genoni – nata ben 151 anni fa – continuaa brillare oggi per il suo modo di fare estremamente pratico e concreto, per il suo stile di vita indipendente, per il suo concetto modernissimo di moda: è per tutti questi motivi che la città di Milano l’ha inserita nel Famedio del Cimitero Monumentale, tra i personaggi che hanno scritto la storia del capoluogo meneghino.

Mi fa piacere lasciare la parola agli studenti Accademia del Lusso: le loro parole raccontano come e perché questa straordinaria figura sia ancora attuale e contemporanea ailoro occhi, nuova generazionenonché nostra grande speranza per il futuro.

Emanuela Pirré

 

Rosa Genoni è una delle donne d’avanguardia del 1900. Attraversa 40 anni di moda esplosiva, dalla Belle Époque agli Anni Trenta. Capisce da subito le esigenze delle donne, veste sé stessa pertrasmettere le sue idee di abbigliamento. Nel 1906 lancia un abito senza busto per avere maggiorlibertà di movimento. Parte dal pezzo di stoffa per poi passare alla progettazione attraversol’illustrazione dei capi, colorati con molta cura attraverso matite, acquerelli e pittureparticolari. A mio parere, è una donna che ha offerto molto in quel periodo così difficile grazie alla sua capacità di essere già proiettata verso il futuro.

Felicia Amoruso, Fashion Design

 

Profumo di rosa. È ciò che si sente entrando nella sala contenente cinque tributi a RosaGenoni: un abito di Curiel, un soprabito di Giuseppe di Morabito, un tailleur moderno di JMonteiro, un abito di Marco Lagattolla e un vestito da bambina di Maison Elegance. Tutti capi che ben rappresentano l’anima della donna che ha inventato il Made in Italy.

Federica Callegari, Fashion Styling &Communication

 

Ricordiamo così Rosa Genoni, in una mostra meravigliosa che racchiude tutte le sue più grandi idee, creazioni e lotte. Sono rimasta incantata dalla creazione degli abiti ispirati a quelle che erano, a mio parere, le sue idee innovative e ricche di creatività; in particolare l’abito Curiel che riprende la pittura dell’artista contemporaneo ZhuJinshi. L’abito presenta una ricchezza e un’esplosione di colore che lasciano senza fiato. È una mostra creativa e fondamentale per il nostro percorso di studi.

Adriana Colaianni, Fashion Styling &Communication

 

Genialità: è la parola con la quale descriverei la visione modernista che Rosa Genoni ha attuato nella moda già nel ‘900. Personalità forte, è una donna che ha saputo rivoluzionare l’abbigliamento femminile ed è riuscita ad arrivare sino aigiorni nostri con una modernità che poteva scaturire solo da un astrocosì luminoso. Rosa Genoni è stata una stilista, una giornalista, un’attivista contro la guerra, ma soprattutto è stata una donna che ha saputo lottare per i propri diritti, capace di dar valore alla moda e alla femminilità nella moda, capace di dare il via a un movimento nuovo: il Made in Italy.  Capace di andare controcorrente e di far valere leproprieidee contro tutto econtro tutti: per me è stata una piacevole scoperta esicuramente rappresenta un baluardo per le nostre generazioni euna iconaalla quale fare riferimento.Non bastano pocherighe per descrivere tutto ciòche questa donna ha fatto per dare voce al sistema moda e soprattutto al mondo femminile, però vorrei concludere con una citazione:“La moda è una cosaseria”ed è solo avendo personalità come la sua chepossiamo capirlo davvero.Oltre la moda, oltre il MadeIn Italy, oltre tutto – RosaGenoni.

Luca De Stefano, Fashion Styling &Communication

 

Siamo ormai abituati – dall’epoca dei nostri genitori e dall’epoca dei genitori dei nostri genitori – a sentir parlare de “Il sogno Americano”. Un sogno che permette a chiunque di partire dal nulla e arrivare al successo. E questo è ciò che colpisce della mostra su Rosa Genoni, una donna che, in uno dei periodi più densi della storia moderna, fa la sua scalata. Nasce a Tirano, si sposta a Milano. Studia alle serali e si iscrive a corsi di francese; si sa, la moda parlava e parla ancora francese. A diciotto anni si sposta a Parigi e lì, per due anni, perfeziona il suo francese e le tecniche sartoriali parigine. Torna a Milano, si impegna contro lo sfruttamento femminile e si schiera anche in politica. Immagina una moda italiana, densa della bellezza artistica del bel paese; diventa insegnante, disegna 200 diapositive per le studentesse raffiguranti le opere d’arte di tutte le epoche. Smettedi stare dietro una cattedra solo dopo 25 anni, obbligata dal fatto di non uniformarsi al Fascismo.Partecipa al Primo Congresso Nazionale delle Donne a Roma ed espone sette creazioni all’Esposizione Internazionale di Milano. È una donna che non ha mai smesso di lavorare. È una donna che non ha mai smesso di impegnarsi. È una donna che non ha mai smesso di credere nei propri ideali. Non è importante l’abito in sé: la moda la fanno le idee, la moda la fanno le innovazioni. La moda la fanno le persone, la fanno le persone come Rosa.

Jacopo Formentin, Fashion & Brand Management

 

Rosa Genoni non solo pioniera del Made in Italy, ma anche della moda vista come arte figurativa è in mostra a Milano, all’Archivio di Stato – Palazzo del Senato. Attraverso il percorso intrapreso nel viaggio “Una donna alla conquista del ‘900” si riesce a comprendere la sua magnifica capacità di rivoluzionare il sistema moda. È stata una delle prime a vestire sé stessa capendo le sue necessità e come metterle in pratica: un chiaro esempio di ciò è l’abolizione del corsetto.

Giuseppina Ruocco, Fashion Styling &Communication

 

La mostra rappresenta un grande omaggio all’artista. Lo stile di Rosa Genoni ha escluso grandi eccessi ed è riuscito ad affermarsi e rivoluzionare l’idea di “fare moda” nell’Italia dell’epoca. Credo che le caratteristiche che la contraddistinguono ancora oggi siano creatività, capacità e decisione. L’aspetto che mi ha colpito maggiormente è la presenza di semplicità in ogni suo documento, fotografia o bozzetto e l’attaccamento alla sua, e forse proprio perché anche mia, Valtellina.

Lucrezia Sgualdino, Fashion Styling &Communication

 

Individuare un solo aspetto sorprendente nella vita di Rosa Genoni è difficile se non impossibile.L’inventrice del Made in Italy ha vissuto una vita pienagrazie alla modernità del suo pensiero e al genio che l’ha contraddistinta,donandoci un’immensa eredità.Il fatto che utilizzasse sé stessa come promotrice del suo brand,indossando l’abito Tanagra da lei ideato, è qualcosa di estremamenteattuale.Le sue idee non furono innovative solo nell’ambito della moda: l’impegno profuso per l’emancipazione femminile e la partecipazione attiva alla vitapolitica la rendonouna pioniera del suo tempo.Un’altra caratteristica stupefacente fu la sua attenzione per le lingue, in particolare per il francese. Sebbene possa sembrare un paradosso che laprima sostenitricedella moda italiana sia stata così dedita allo studio diuna lingua straniera, tutto ciò non fu in realtà casuale. All’età di diciotto anni si trasferìa Parigi con il fine di studiare il francese e le tecniche sartoriali parigine proprio per trovare programmi di sartoria innovativi e proporli ai suoi studenti.Tutto ciò che fece fu la naturale conseguenza del fatto che Rosa Genonicredeva nel Made in Italyquando ancora questa espressione non esisteva.

Alice Tresoldi, Fashion Styling &Communication

 

 

Tutte le info sulla mostra: http://www.archiviodistatomilano.beniculturali.it/it/21/news/468/rosa-genoni-una-donna-alla-conquista-del-900

WORKWEEK ACCADEMIA DEL LUSSO MILANO GENNAIO 2018

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Gli studenti iscritti nell’anno 2018 ai Master Communication, Collection e Brand Management hanno partecipato alla loro prima work week presso l’Accademia del Lusso dal 15 al 19 gennaio 2018 realizzando un progetto di Retail Merchandising sponsorizzato dal leader mondiale della bellezza, divisione Luxury cosmetica e profumo.
Fondato nel 1935 il marchio incarna l’essenza della bellezza e della felicità. È presente in circa 130 paesi, con 20.000 consulenti di bellezza e punti vendita.

L’Accademia del Lusso propone più volte all’anno delle simulazioni reali di lavoro con aziende importanti del settore moda e lusso.
Agli studenti di Accademia del Lusso è stato chiesto di realizzare uno studio di progettazione e comunicazione per un Eau de Parfum incarnato splendidamente da Julia Roberts.

L’obiettivo della work week puntava ad esprimere visualmente la brand essence del marchio e delle altre fragranze su uno scaffale all’interno di un mercato altamente competitivo e affollato.
Nello specifico si trattava di scegliere un punto di vendita e progettare una strategia di comunicazione per attirare l’attenzione dei consumatori sul profumo e creare un layout scaffale a 6 ripiani.

Gli studenti, divisi in 4 gruppi e seguiti dalla docente Chloé Payer, hanno realizzato un progetto e strategia di comunicazione O2O Offline/Online per i seguentitarget:
1. Silver shoppers
2. New discount seekers
3. Instagram shoppers
4. Test drivers

L’attività da svolgere era la seguente:
1. Analizzare la comunicazione e comprendere i codici di comunicazione del marchio
2. Analizzare il mercato e i competitori
3. Analizzare il target e il relativo comportamento di riferimento
4. Visitare i principali punti di vendita, fare un’analisi merchandising e realizzare una user experience
5. Scegliere il punto di vendita più adatto ad ogni target
6. Identificare un’idea creativa di story telling per attirare l’attenzione del consumatore e comunicare la brand identity del marchio e delle sue fragranze
7. Preparare una presentazione con strategia, creatività e simulazione scaffale
8. Fare un moke up dello scaffale (6 ripiani) con tutta gamma e prodotti cosmetici
9. Fare un budget

I quattro progetti sono stati presentati il 19 gennaio 2018 in Aula Magna davanti alla responsabile Retail design e merchandising del gruppo leader mondiale della bellezza, la PR di Accademia del Lusso e due docenti di Luxury Marketing e Editing.
La presentazione, il lavoro di gruppo, la comprensione degli obiettivi richiesti e l’attitudine al public speaking fanno parte integrante del progetto, quanto l’analisi, la creatività e la proposta di comunicazione e strategia.

STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DI FERRARI : INCONTRO CON STEFANO LAI, DIRETTORE COMUNICAZIONE FERRARI

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Giovedì 23 novembre Stefano Lai, direttore della comunicazione di Ferrari, è stato invitato a parlare davanti agli studenti dell’Accademia del Lusso di strategie di comunicazione nel lusso e del valore di eccellenza e esclusività per un brand come la Ferrari. 

L’importanza del team

 Stefano Lai ha iniziato il suo intervento ponendo l’attenzione sul ruolo del leader e ha citato il VI presidente degli Stati Uniti John Quincy Adams “Se le tue azioni ispirano gli altri a sognare di più, imparare di più, fare di più e diventare di più, sei un leader.”

Essere un buon comunicatore significa tenere conto delle persone che formano il team e chi sta intorno a voi. Un vero leader è quello che pensa cosa possa fare per gli altri.

Un leader deve essere capace di dare uno stimolo, trovare delle soluzioni, essere curioso, coinvolgere tutti e dare un riscontro a ciascuno.

Grande attenzione alle persone

Il direttore della comunicazione Ferrari ha insistito più volte sul valore più importante in azienda : le persone.

Si percepisce un grande senso di appartenenza sia da parte del team, sia dai clienti e dal mondo Ferrari allargato.

Le persone fanno la differenza e la Ferrari è un team fortemente ancorato al suo territorio. Considera che ciascuna persona, cliente, appassionato della Ferrari, fornitore rappresenta l’azienda e può esserne portavoce.

Comunicare è anche garantire un flusso consistente e continuo di informazioni sia nell’azienda sia all’esterno con il mercato. Ha sottolineato l’importanza della coerenza nella comunicazione del brand.

Il ruolo della comunicazione

 La comunicazione è capire la storia dell’altro per raccontare la propria storia. Le aziende e le persone comunicano per :

  • Educare
  • Informare
  • Collaborare
  • Motivare
  • Guidare

La comunicazione deve avere un obiettivo, essere coerente con i valori di marca, il prodotto e il mercato e il messaggio deve essere significativo per i destinatari del messaggio e per colui che lo comunica.

La comunicazione

Ogni azienda ha un proprio stile comunicativo basato sulla personalità, il ruolo e l’azienda stessa.

Lo stile della Ferrari è istituzionale :

  • Comunicare solo quando è necessario
  • Il prodotto parla da solo, comunicazione fattiva
  • Coerenza della comunicazione intorno ai valori di marca : esclusività, eccellenza, innovazione, competizione, performance, storia personale del fondatore Enzo Ferrari
  • Mantenere la legenda viva. La Ferrari non fa pubblicità (tranne per i sponsors della F1, secondo evento sportivo mondiale guardato dopo i giochi olimpici)

L’esperienza

 Ferrari vende prodotti che danno emozioni. Una parte fondamentale dell’esperienza è il suono.

 

Chloé Payer

 

Sfilata finale corso triennale Fashion & Costume Design Palermo

in Eventi/News ADL by

In una delle location più suggestive e lussuose di Palermo, Palazzo Asmundo dove la bellezza   straripante ha avvolto a tutto tondo la numerosa platea di partecipanti   (oltre 250 presenze)  con gli affreschi mozzafiato dei tetti alla ricchezza delle collezioni di porcellana,   gli  allievi dell’ultimo anno del corso Fashion and Costume Design   dell’ Accademia del Lusso hanno debuttato con la loro prima collezione.

Passione, talento, fantasia, ricerca e sperimentazione e tanta tanta fatica sono stati gli ingredienti vincenti per  la realizzazione di creazioni  stupende.

In questa occasione la cosa che più colpisce è la difformità di stili e di gusti! La poliedrìa può considerarsi davvero un tratto saliente dei nove allievi, che vorrei ricordare uno per uno, Marianna Abbate, Valentina Cilia, Liliana Graziano, Francesca Mandalà, Gemma Lo Bianco, Serena Santamarina, Clara Savoca, Dario Spitalieri, Maria Vazquez.

I mood delle collezioni prendono spunto  sia da elementi naturali  che architettonici e la realizzazione si basa anche  su materiali nuovi e sperimentali che riescono a ricreare le forme delle strutture architettoniche d’avanguardia.

La perversione e  il fetish  si esprimono anche con la sperimentazione  di un materiale alternativo, il latex, tessuto plastificato che rifiuta i tradizionali metodi di cucitura e viene assemblato con tecniche innovative.

E l’ingenuità ed eleganza delle bambole trionfano in  un carosello che diventa gonna!!!

E poi un tuffo nel mondo tribal:   maschere e i simboli tipici  utilizzati dalle tribù durante le loro danze  accuratamente  dipinti  a mano  sono la mise di modelle danzatrici che fanno viaggiare la platea verso mondi sconosciuti,e ancora  i tatuaggi   simulati da pizzi ricamati che  risaltano  la figura femminile.

Rivisitazioni del Punk e visioni quasi surreali di abiti fluorescenti, lampade in movimento, create dall’unione di tessuti sintetici, luci al neon e  importanti strutture che danno il movimento.

 

Il tutto completato da make-up impeccabili curati dalla New Sem School e stravaganti acconciature create dalle mani sapienti dell’hair stylist Pino Ciacia. Ma gli elementi che hanno reso tutto più magico ed emozionante,  sono stati la luce e l’adrenalina che emanavano i nuovi emergenti stilisti! Ancora una volta vediamo come arte e moda, passato e presente si sposano perfettamente, l’atmosfera senza tempo del palazzo e un anteprima del futuro suggerito dalle nuove collezioni,  hanno lasciato senza fiato tutti i presenti, me compresa! Durante gli anni accademici oltre ad imparare da cosa e come iniziare per dare vita ad una nuova collezione , ci viene insegnato soprattutto a credere in noi stessi e in quello che vogliamo proporre al mondo della moda, in questa occasione più che mai ho potuto notare che l’obbiettivo è stato piacevolmente raggiunto!

Annamaria Vella, allieva 3°anno fashion and Costume design

New sem school Accademia del Lusso

Fashion and Costume Design

Studente Accademia del Lusso Roma Fashion Film

in Interviste/News ADL by

Sono Manuela Piazza ed ho frequentato il corso di Fashion Styling presso l’Accademia del Lusso Roma, finendo quest’anno. Ho preso parte al progetto del Roma Web Fest diretto da Janet De Nardis  home stylist nel fashion film diretto da Federico Mancuso dal titolo Digital Love. Avevo già partecipato l’anno passato ed in particolare una tra le tre scene curata da me ha vinto il premio come miglior regia. Quest’anno però c’è stata maggior consapevolezza e sicuramente maggiore entusiasmo. Abbiamo lavorato in team con tutte le persone coinvolte ed è stata un’esperienza bellissima e ricca sia da un punto di vista professionale che umano. Abbiamo interagito con diverse persone e conosciuto diverse persone. Abbiam il acquisito il modus operandi delle case di produzione prendendo coscienza del complesso lavoro che c’è in questi casi. Insomma dal mio punto di vista un’esperienza ricca e determinante. Tra l’altro ho potuto mettere alla prova anche le mie predisposizioni cercando modelle per il fashion film e non solo, cercando altre persone che servivano per completare la squadra in altri fashion film. Inoltre Janet ha voluto che curassi in più il promo generale del Roma Web Fest. Anche questa una cosa fantastica. Ho avuto modo di lavorare con attori di dichiarata fama come Clayton Norcross il thorne di Beautiful, persona seria e carismatica che ha preso con impegno il ruolo per cui é stato chiamato e Luca Vecchi. Questa per me é stata una grandissima soddisfazione perché segno di riconoscenza e apprezzamento del mio lavoro da parte di Janet. Di seguito oltre le foto del fashion film allego per ultimo le foto del promo del Roma Web Fest.
Distinti saluti
Manuela Piazza

 Fashion Film Accademia del lusso Roma Roma Web Fest

Ex Studente Accademia del Lusso Palermo

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JENNY RIZZUTO

Corso: Fashion Costume design (post diploma triennale)

Sede: Palermo

Posizione attuale: RDV MaxMara

Dopo anni di studi umanistici mi sono ritrovata a coltivare la passione per la moda e quindi cercare di mettere in pratica i miei desideri, i miei sogni. Questo percorso in Accademia del Lusso Palermo mi ha aiutata non solo a livello formativo e di crescita personale ma anche ad ampliare orizzonti e desideri lavorativi facendomi scoprire in maniera molto più approfondita il mondo della moda e tutte le varie figure professionali che si possono ricoprire al suo interno. Non avrei mai pensato di poter riuscire a creare capi di abbigliamento e collezioni pensate e create da me.

La più grande soddisfazione ad oggi è essere riuscita a far parte dello “staff” di RVD in uno dei negozi MaxMara Weekend presenti a Palermo.

Città dalla realtà un po’ difficile ma che ha fame di talenti, gente giovane, brillante e piena di idee.

A volte pensavo di non potercela fare, di non riuscire a portare a termine una collezione, di non fare in tempo per un esame o fallire un obiettivo ma dopo tanti sacrifici, dopo notti passate senza dormire con una matita in mano cercando di schizzare un’idea brillante tutto è ripagato ancora oggi con grande soddisfazione… bisogna credere in se stessi fortemente e avere anche la fortuna di incontrare persone disposte a credere nei tuoi sogni.

Accademia del Lusso

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