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THE PLACE LUXURY OUTLET SU STELLER

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The Place Luxury Outlet, la piccola oasi del lusso Made in Italy, che ospita le boutique dei marchi Ermenegildo Zegna, Agnona, La Perla e Gucci, arriva su Steller, l’applicazione di visual storytelling ideale per creare e condividere storie di vita…

La shopping experience di una cliente di The Place Luxury Outlet prende vita attraverso un racconto fatto di scatti fotografici, testi descrittivi e video momenti di backstage. Protagonista della storia è l’esperta di stile Giulia Gauthier, che riceve e consiglia la cliente in una mattinata di shopping esclusivo. The Place si conferma così una piacevole oasi dello shopping e del relax.

“L’idea nasce dall’osservazione dei comportamenti di chi acquista brand di lusso all’interno degli outlet, e cioè dalla voglia degli acquirenti di essere ben assistiti e consigliati nelle fasi che precedono e portano all’acquisto: dettagli su capi e accessori e storie di produzione arricchiscono l’esperienza individuale e fanno crescere il desiderio di poter poi raccontare ad amici e conoscenti ciò che si è appreso e vissuto.” dichiara Simonetta Pozzi, storyteller di Competenze Distintive.

Redazione

Place Luxury Outlet

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Due italiani tra le 100 personalità più influenti del 2016 secondo il TIME

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Il TIME Magazine ha stilato la lista delle 100 personalità più influenti al mondo nella sua annuale edizione speciale che dal 1998 incorona le figure che grazie al proprio lavoro e al proprio contributo si sono distinte negli ambiti più disparati, dalla politica alla musica, dalla tecnologia alle azioni umanitarie, divenendo un modello per il pubblico. Tra i 100 prescelti anche due italiani, entrambi nella categoria “artisti”: Riccardo Tisci ed Elena Ferrante.

Tisci, direttore creativo di Givency da ormai 11 anni, si guadagna la presenza nell’esclusivo elenco in quanto “fashion agitator”. La sua collega Donatella Versace motiva così questa incoronazione: «Per condizionare la moda del 21° secolo non basta la creatività, devi essere un agitatore, un ribelle, qualcuno che sfida le convenzioni e che unisce arte, moda e altre culture». La vicepresidente e direttrice creativa della maison della Medusa si dichiara orgogliosa del lavoro del suo collega e amico pugliese, definendolo «uno di famiglia, con un po’ di sangue Versace nelle vene». Riccardo Tisci è l’unico esponente del mondo del fashion & luxury inserito nella prestigiosa lista insieme alla fashion designer cinese Guo Pei, famosa per l’ormai celebre e virale abito giallo sfoggiato da Rihanna al Met Gala del 2015.

Il tricolore è rappresentato anche da Elena Ferrante, scrittrice napoletana dall’identità ignota, che in pochi anni ha generato un vero e proprio caso letterario. L’autrice del ciclo L’amica geniale, inserita dal Guardian e dal New York Times tra gli scrittori più significativi del 2015 e recentemente candidata al Man Booker International Priz, è definita dalla sua collega Lauren Groff una “discreta sovversiva” capace di rendere la vita domestica di Elena e Lisa, giovani napoletane protagoniste dei suoi libri, una vera e propria «bomba ad orologeria il cui tic tac è troppo forte da ignorare». La Ferrante, in quanto pseudonimo di una scrittrice – o scrittore? – dal volto sconosciuto è l’unica delle 100 personalità di cui non compare una foto del volto né sul sito né sulle pagine dell’edizione speciale della rivista statunitense.

I due italiani in lista affiancano altre famose figure, divise in 5 categorie (artisti, pionieri, titani, icone e leader). Oltre ai nomi “classici” come Papa Francesco, Vladimir Putin, Barack Obama, Angela Merkel, Mark Zuckerberg e consorte, anche Leonardo DiCaprio, i due candidati alla presidenza a stelle e strisce Hillary Clinton e Donald Trump, Ariana Grande, Caitlyn Jenner, Lewis Hamilton, Nicki Minaj, Kendrick Lamar, il premio Nobel per la pace Aung Sang Suu Kyi e il dittatore coreano Kim Jong-un. Riccardo Tisci ed Elena Ferrante riportano l’Italia nel prestigioso elenco dopo tre anni di assenza. Nel 2013 il TIME aveva infatti nominato il calciatore Mario Balotelli ed il governatore della BCE Mario Draghi. Il primo italiano ad essere inserito tra le 100 personalità fu l’architetto Renzo Piano nel 2006. Il genio italiano con la sua innata vena artistica torna quindi ad esser riconosciuto e apprezzato nel mondo. Ci si augura che nei prossimi anni possa esser nuovamente premiato per i suoi meriti, così come avvenuto ora e nel 2006, e magari non più per qualche bravata da calciatore.

Silvia Campagna

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Anton Corbjin, Vogue, September 2015

I CREDITS PHOTO:

 

CASSIDY PAUL, TIME MAGAZINE

ANTON CORBJJN, VOGUE SEPTEMBER 2015

 

C’era una volta un bijou: storia della bigiotteria italiana

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Un viaggio nell’eccellenza italiana… Mercoledì 27 aprile, presso Terrazza Duomo di Milano, si è svolta la presentazione del libro: << Storia della Bigiotteria Italiana >> a cura di Bianca Cappello. Insieme a lei erano presenti: Lia Lenti, storica del gioiello, Donatella Pellini, creatrice di bijoux e Alessandra Quattordio, giornalista. Questo volume è essenziale se si vuole conoscere un’importante comparto del Made in Italy. Esso è stato scritto sia in italiano, che in inglese in modo tale da trasmettere, a più persone, la storia di questa eccellenza italiana. Dall’Unità d’Italia fino ad oggi, il percorso intreccia stili, tecniche di lavorazione, tradizioni e innovazioni svelando un mondo di sperimentazione, narrazione e famiglia. Per la realizzazione di questo libro, Bianca, ha impegnato anni di duro lavoro e ricerca per ottenere immagini inedite e per scoprire un mondo composto da persone che amano e hanno imparato ad amare il proprio lavoro, anche grazie alla famiglia che ha tramandato loro questa passione. Un esempio per tutti è quello di Donatella Pellini, creatrice di bijoux da generazioni, che ci spiega della sua passione tramandatale dalla nonna che possedeva una bottega nel quale produceva bigiotteria e che, negli anni ’70, la madre fu costretta a chiudere. Proprio così ha inizio la storia di Donatella che, insieme al fratello, volle riaprire l’attività contattando alcuni vecchi clienti della nonna per proporgli i nuovi bijoux. Le collezioni ebbero un grande successo, e pian piano l’azienda divenne sempre più conosciuta fino ad arrivare ad esportare negli Stati Uniti e in Giappone. Donatella, inoltre, ci racconta che ogni bijoux ha una storia da raccontare ed è unico nel suo genere; anche per questo motivo non ha mai voluto diventare un’industria. Ha dichiarato: << Non ho mai voluto diventare una grande industria. Ho sempre voluto rimanere artigiana perché non voglio cominciare a fare grandi quantità ma voglio continuare a fare qualità >>. Questo interessante interventi di Donatela ha dato modo a Bianca di spiegare che nel volume sono presenti anche riferimenti storici; questo perché la bigiotteria, essendo tale, veniva e viene indossata da tutti e, per questo motivo, tramite i gioielli è possibile raccontare la storia di un popolo. Infatti, dopo l’unità d’Italia ci fu, non solo un’unione politica, ma anche creativa delle regioni che si mescolarono con le tradizioni locali: << C’era la volontà di unire tutto per creare qualcosa di straordinario>>. Grazie all’esperienza della Pellini, Bianca ha avuto la conferma che bastano tre parole chiave per descrivere la bigiotteria italiana: sperimentazione, narrazione e famiglia.

La sperimentazione è legata all’apertura della prima fabbrica di bigiotteria nata a Casal Maggiore nel quale, nel 1882, Giorgio Galluzzi inventò il placcato d’oro. Una grande rivoluzione per l’epoca. La narrazione, invece, è connessa al bijou popolare perché, esso, venendo indossato dalle persone comuni, può raccontare la storia di un popolo e la sua evoluzione. La bigiotteria, infatti, è un prodotto a basso costo e per questo motivo viene considerato un gioiello democratico. L’attività, ma soprattutto la passione sono state tramandate dalla famiglia mantenendo così una linea d’identità e una narrazione che, per , si è evoluta ed è crescita con i tempi. Dopo questo incontro prossimo affermare che la produzione di bijoux italiani è specifica e speciale perché la fabbricazione dei singoli pezzi è limitata. Infatti essa è caratterizzata dall’unicità dei pezzi, prodotti singolarmente, ed in quantità minime; mantenendo per un prezzo ragionevole e diventando così un accessorio indispensabile per qualunque tipo di donna e in qualunque epoca.

Elena Pallavera Luz Del Carmen

SUV, collier girocollo in filo armonico, perle di vetro e pendenti in vetro, seconda metà anni cinquanta, archivio di SUV. Foto Augusto Panini
SUV, collier girocollo in filo armonico, perle di vetro e pendenti in vetro, seconda metà anni cinquanta, archivio di SUV. Foto Augusto Panini
Collaretta in conterie e conchiglie, Venezia, anni cinquanta, collezione Doretta Davanzo Poli.
Collaretta in conterie e conchiglie, Venezia, anni cinquanta, collezione Doretta Davanzo Poli.
Storia della Bigiotteria Italiana
Coppola e Toppo collana con tubetti cavi in vetro, plexiglass, strass

Xerjoff, passione liquida…

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La natura del profumo ha in sé la capacità di evocare e di stimolare il nostro immaginario, attraverso un affascinante “memoria dei sensi” in cui un tono rimanda ad una forma, la forma ad un colore, il colore ad uno spazio in un infinito gioco di rimandi sinestetici. E’ proprio questa la caratteristica del profumo che più attrae Sergio Momo, fondatore del brand di fragranze artistiche Xerjoff. “L’olfatto, tra i cinque sensi, dal punto di vista creativo, è quello che mi stimola di più, perché il profumo è un mezzo per raggiungere luoghi, situazioni, persone, è il mezzo attraverso cui è possibile evocare ricordi, rivivere sensazioni. E pur essendo qualcosa di molto intimo e personale offre la possibilità a chiunque di entrare in contatto e di condividere emozioni con chi gli sta vicino.”

Sergio Momo ci ricorda il suo interesse per l’universo del profumo: “Sono cresciuto in una famiglia che amava i profumi. Uno dei miei primi ricordi è quello della nonna, intenta a mostrarmi esclusivi flaconi di profumo Lanvin e Coty, d’altra parte anche i miei genitori possedevano una selezionata collezione di profumi. Mio padre era un grande lavoratore e passava lunghi periodi in Oriente dove aveva sviluppato una passione per essenze naturali orientali come l’incenso e il sandalo.”

Per il creatore italiano, il profumo è come: “un gioiello liquido perchè la lavorazione delle sue essenze è un lungo processo tradizionale che cattura lo strato più puro delle piante e dei fiori che viene affiancato dal design delle bottiglie. Bottiglie di design che non solo attraggono a livello visivo per la loro particolare estetica ma che riescono a preservare la bellezza intangibile ed olfattiva del profumo...”.

La curiosità olfattiva di Momo è sempre viva… Egli viaggia costantemente, in giro per il mondo, alla ricerca di nuovi odori per poi creare alchimie tra essenze e catturare così il naso. Una ricerca di qualità che Sergio Momo ha voluto chiamare “bacio creativo”.

Il brand Xerjoff è un viaggio tra ricordi e sensazioni. Un marchio di profumeria artistica che riesce a catturare le memorie dell’infanzia. Ricordi preziosi che danno vita a profumi che sono universi tangibili… Arte liquida. Sergio Momo, con il suo marchio di alta profumeria, racconta il vero made in Italy attraverso antichi processi olfattivi che creano album olfattivi unici ed irripetibili.

Luz del Carmen

MURANO NEW POCHETTE

Fmf Falegnameria Atelier alla Milano Design Week 2016

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In occasione della Milano Design Week 2016, presso l’Hotel Magna Pars Suite a Milano, fmf falegnameria atelier ha riarredato la Library Hall con alcuni pezzi unici che testimoniano l’esclusività e l’alta qualità artigianale del Made in Italy.

Fmf falegnameria atelier è un’azienda fondata nel 1980 ad Asolo, zona riconosciuta per la tradizione mobiliera a livello internazionale.

L’azienda progetta e realizza pezzi unici di arredo personalizzati ad ogni esigenza del cliente, con idee capaci di adattarsi sia all’ambiente più moderno sia a quello più classico, interpretando anche le tendenze del momento e future.

Il lusso del prodotto finale si rivela nella ricercatezza dei dettagli, nell’utilizzo di materiali pregiati, nelle qualità esecutive e nella simbiosi tra legno e marmo che collaborano per garantire eleganza, raffinatezza e un’anima ad ogni elemento.

Per offrire un servizio di eccellenza e di attenzione alle richieste e al gusto del cliente, gli arredi vengono progettati, realizzati a mano da maestri artigiani italiani e montati in laboratorio per mostrare in anteprima una visione d’insieme.

Gli ingredienti base che l’azienda impiega sono professionalità, maestria artigianale che si avvale di tecnologie moderne, attenzione ai dettagli e ai materiali, equilibrio tra estetica e funzionalità e lavorazioni come intagli e decori a foglia oro e argento che contribuiscono a personalizzare il prodotto finale.

Ogni pezzo esprime quindi unicità ed eccellenza del Made in Italy. Queste caratteristiche hanno di conseguenza promosso la realtà artigianale dell’azienda sul mercato nazionale ed internazionale da oltre 30 anni.

Legno e marmo sono stati i protagonisti della presentazione di fmf falegnameria atelier durante il Fuori Salone.

All’interno della Library Hall sono state proposte tre ambientazioni: Vie en Rose, espressione di equilibrio tra taglio contemporaneo e dettagli classici grazie alla scelta del noce canaletto naturalizzato e al marmo Emperador Dark, Just Déco, stile ispirato alle forme e agli ornamenti déco dove l’Ebano Macassar nero, il marmo Nero Marquina e il marmo Calacatta oro collaborano per creare un’ambientazione di forte impatto scenografico, ed infine Miss Pink, sofisticato ed iperfemminile grazie al marmo rosa e alle finiture in oro 24 carati.

Fmf falegnameria atelier rappresenta quindi una realtà italiana di alto livello guidata da passione e gusto per la cura dei dettagli.

Chiara Errica

Credits photo by www.fmfatelier.com

Fmf Falegnameria Atelier

Fmf Falegnameria di lusso

ICONOCLASS – Gioielli made in Italy.

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Iconoclass è un nuovo marchio italiano, che è stato protagonista al Din Design in area Ventura, in occasione del Fuorisalone 2016 a Milano.

Il brand di gioielli nasce nel 2013, con una sede amministrativa a Nuoro e un ufficio stile e produzione a Vicenza.

L’identità di questo marchio è fortemente evidente nella scelta stilistica e tematica della collezione che è chiara espressione della tradizione orafa sarda.

La decorazione, con motivi a volute che ricordano le onde del mare, e i soggetti, che richiamano il mondo delle campagne e i giochi dell’infanzia, trasmettono un grande senso di serenità e semplicità.

La filosofia del marchio è creare “ icone di classe”, rivoluzionando il design con gioielli artigianali che vogliono emozionare ed essere sempre sorprendenti in un mix di innovazione progettuale e tradizione.

La collezione “Life” è realizzata in argento 925 rodiato o placcato oro ed è impreziosita da diamanti o gemme naturali. Una collezione adatta a donne di tutte le età e facilmente abbinabile a qualsiasi tipo di look.

Il soggetto principale della nuova collezione è il cucù affiancato da un uccellino che segna le ore, a simboleggiare il tempo che scorre; l’introduzione del movimento è sicuramente un elemento di grande originalità e suggestione.

Stile, carattere e personalità sono il prezioso DNA del marchio italiano, nato con il preciso obbiettivo di ridisegnare espressioni senza tempo nell’accessorio di lusso.

Adriana Jarquin

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L’Arte di Domiziana Giordano

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Un passato ricco di esperienze importanti, dalla carriera di modella a quella di attrice, ora l’artista Domiziana Giordano si dedica esclusivamente all’arte, organizzando periodicamente delle mostre nel suo studio di Milano. Insieme ad altri due artisti ha voluto rappresentare la leggerezza in tutte le sue forme, tant’è che ha un’altalena posizionata in mezzo allo studio che lei stessa considera un oggetto ispirato alla leggerezza.

Quando e come è iniziata la sua passione per l’arte?

Disegnavo fin da bambina, dunque è sempre esistita, è sempre stata dentro di me. Non è bricolage, è vita, è come dire a un medico il proprio referto delle analisi del sangue.

Inoltre provengo da una famiglia di artisti, di architetti per la precisione. Dunque l’arte l’ho nel sangue.

Che cosa significa per Lei arte?

Lo stesso significato che ha per un medico. O si ha o non si ha, è come se fosse una vocazione.

Perché rappresentare la leggerezza?

Perché no? Si arriva con un percorso, studiando molto, leggendo tanti libri che trattano argomenti diversi. A me serviva arrivarci perché ho avuto un percorso denso di esperienze, dovevo liberarmi dalla vita frenetica tipica della gioventù. Quando si diventa grande, si comincia a guardarsi dentro, compresi i rancori, oppure si può diventare pessimisti. Quindi si toglie tutto e si ricomincia con un nuovo percorso. Per me c’è un nuovo inizio ogni tot anni. Occorre anche cominciare a scremare per rimanere vigili.

Che cosa significa leggerezza?

E’ una meta. Togliersi di dosso tutti i pesanti substrati che si hanno per arrivare al punto zen. Non si parte dalla leggerezza ma è un traguardo.

E’ davvero importante trovare una leggerezza e un equilibrio in noi stessi?

E’ sempre importante ma bisogna togliere i fronzoli, le cose che non servono e soffermarsi sull’essenza. Noi non abbiamo vissuto le guerre mondiali ma adesso ci troviamo in tempi di guerra, ci sono tante persone che vogliono scappare perché siamo bombardati dai media e anche dai politici.

E’ un percorso che si fa per tutta la vita.

E’ riuscita a rappresentarla?

Ci provo. Un artista o un poeta cerca di scremare, da delle idee, non offre delle risposte ma pone delle domande, sono stimoli visivi. C’è stato un lavoro dietro e molto lungo.

Le mie opere sono infatti formate da petali, circa 2000, tutti dipinti a mano uno a uno con l’acquerello, attaccati a basi di oggetti come delle sedie antiche.

Eleonora Ravagli

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BOOK VILLAGE. UN FASHION BOOKSTORE A MILANO

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Se la moda prende vita dal contesto che la circonda e dalle influenze artistiche e culturali che gravitano attorno ad essa, il Book Village di via Morimondo, a Milano, non poteva scegliere location più adatta in cui insediarsi. A metà strada tra le vie che colorano il Naviglio Grande con le loro opere di street art, sempre più fonte di ispirazione per i designer, e alcuni tra i più importanti showroom milanesi, si trova uno spazio che si pone l’obiettivo di diventare punto di riferimento per tutti i creativi. Partner di Mode Information, centro internazionale per le pubblicazioni di moda e design, Book Village – Fashion Bookstore propone diverse tipologie di quaderni dedicati alle tendenze che definiranno le collezioni future, e destinati a chi contribuisce al processo creativo: dai produttori di filati, alle aziende rivolte alle confezioni, fino alle grandi case di moda. Non semplici libri, ma dei veri e propri raccoglitori di idee ed ispirazioni, rinnovati ogni stagione e sempre più differenziati l’uno dall’altro. Per soddisfare le esigenze delle aziende che intervengono nelle diverse fasi della realizzazione delle collezioni, è oggi possibile trovare quaderni dedicati a concetti e suggestioni da cui prendere ispirazione, a materiali e superfici, al design d’interni e al mondo dello sport. Altro elemento fondamentale per la comprensione delle tendenze è il colore, che ha come sistema di comunicazione, riconosciuto a livello internazionale, l’azienda di catalogazione e produzione PANTONE, presente nei quaderni tendenze, e a cui è dedicato un corner del Book Village. Poiché sempre più spesso la moda prende ispirazione dai trend del passato per reinterpretarli in chiave contemporanea, è presente uno spazio destinato anche ai libri d’arte, design, storia e tutti i campi che in qualche modo influenzano le tendenze e su cui è importante documentarsi prima di trarne spunto per le proprie creazioni. Book Village è un contenitore di informazioni riguardanti tutte le fasi del sistema moda attuale. Raccoglie infatti anche le pubblicazioni realizzate al termine delle Fashion Week di tutto il mondo, al cui interno è possibile vedere realizzate le collezioni nate proprio dai libri tendenza. Inoltre si possono sfogliare i più ricercati tra i magazine di moda internazionali, con una sezione dedicata alle riviste giapponesi. Oltre allo spazio di via Morimondo 26, Book Village è presente alle più importanti fiere di settore italiane, tra cui White Trade Show e Milano Unica e Pitti a Firenze.

Giulia Marica

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Vivian Maier: storia di selfie

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Vivian Maier è l’antesignana dei selfie. Le sue foto sono esposte in tutto il mondo. Tutto questo grazie al regista americano John Maloof, che nel 2007 aveva ritrovato migliaia di scatti fotografici e altrettanti rullini in un vecchio magazzino di un cottage acquistato a un’asta.

Il giovane regista li fece subito sviluppare e notò in quelle immagini un particolare che faceva la differenza e che le rendeva fotografie uniche nel suo genere.

Vivian Maier infatti, amava scattare quelli che oggi noi chiamiamo selfie, davanti a specchi, vetrine di negozi e di bar, ma anche la sua stessa ombra, girovagando per strada.

Inoltre, quando realizzava questo tipo di foto, non puntava lo sguardo verso la sua Rolleiflex, ma direttamente in avanti, come se volesse guardare al di là del vetro, voleva capire cosa stessero facendo le persone per catturare quel momento.

La signora Maier non era ricca, non aveva una casa e neppure un marito, ma viveva facendo la bambinaia presso famiglie di Chicago e di New York che le offrivano un alloggio, un box dove archiviare le proprie foto e un piccolo stipendio. Era considerata dai bambini che accudiva la loro Mary Poppins.

Vivian era una vera e propria street photographer, realizzava ritratti di persone povere e deboli come bambini, emarginati, disabili, umili lavoratori ma anche signore altolocate, esaltando le caratteristiche e i punti di forza che questi soggetti mostravano.

VIVIAN MAIER FOTOGRAFIA

STREET PHOTOGRAPHY

Eleonora Ravagli

IKE e KOI. I tappeti in lana del brand NESTA & LUDEK

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Contaminazione. IKE e KOI, l’incontro di textile, arte e design. IKE e KOI, in giapponese rispettivamente “stagno” e “carpa” sono due tappeti in pura lana, a forma di ombrellino parasole, prodotti a mano dai migliori artigiani indiani. Il progetto è il frutto della collaborazione del duo creativo Vito Nesta e Ludek Lancellotti per il brand Nesta & Ludek. Da una ricerca iniziata con un viaggio in Asia e lo studio delle stampe giapponesi di fine IXX sec., il duo di creativi ha deciso di realizzare due tappeti di design. IKE ha come colori dominanti l’azzurro dello stagno e il rosso della carpa. E’ la curiosità dell’esplorazione, l’eccitazione dell’entomologo, la bellezza del movimento. KOI è un tappeto di color carta di riso nel quale nuota un manciata di carpe rosse sonnecchianti e un po’ svogliate. Vito Nesta e Ludek Lancellotti, attraverso questo progetto, esprimono l’amore per il tappeto, quale oggetto romantico e iconico, che nel mondo onirico rappresenta adattabilità e fortuna…

Redazione

TAPPETI VITO NESTA _ITALY

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