Il dandy nella storia fino ai giorni d’oggi come non ve l’ha mai raccontato nessuno.

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Sono sicura che avrete già potuto notare l’eleganza sartoriale maschile, in particolare quella inglese, questo perché tutto nasce grazie ai dandies.

Proprio loro, nel lontano 1800 diedero vita a un nuovo modo di essere, ostentatamente sofisticato e con un’aria di annoiata superiorità, estremamente individualista, imprevedibile e incostante. La figura del dandy infatti è quella di un esteta, cultore del bello che vede al centro dell’esistenza il proprio Io, stabilendo i confini sociali tra classi, differenziandosi dalla massa e denunciando una nostalgia per l’Ancien Regime quando l’aristocrazia vedeva finalmente riconosciuta la propria superiorità sociale.

Il dandy considera pertanto necessario differenziarsi dagli altri sia per quanto riguarda l’atteggiamento, freddo, deciso ed enigmatico, che per l’abbigliamento, su misura, composto solitamente da abiti molto aderenti come la camicia, il panciotto con sopra la giacca, abbinati ad una cravatta o a un papillon e dei pantaloni; immancabili poi il cappello o il berretto, il mantello o il cappotto in pelliccia e i guanti ma anche accessori come bastoni da passeggio con pomelli in avorio, gemelli da polso e solini staccabili. Le origini di questa filosofia di vita le ritroviamo nel cosiddetto dandismo intellettuale che vede come interpreti nomi quali Baudelaire, Wilde, Byron e D’Annunzio. “Cos’era dunque questa passione?” rifletteva Charles Baudelaire, assertore del movimento francese. Non è altro che il piacere di meravigliare e la soddisfazione di non essere mai meravigliati; è prima di tutto il bisogno ardente di crearsi un’originalità; elemento distinguibile e facilmente riconoscibile nell’abbigliamento in quanto stravagante.

Parte integrante del suo essere erano la totale dedizione alla cura del proprio corpo. Infatti, uno dei momenti centrali della giornata del dandy era quello riservato alla toeletta come la cura delle proprie mani che dovevano essere impeccabilmente lisce e pallide e per ottenere questo risultato venivano usati guanti di pelle grassa di vitello per dormire.

         La toeletta del dandy 1818

I principali centri di interesse di queste figure sono rappresentati da serate o balli privati, club di scommesse esclusivi o la promenade per sfoggiare il proprio look in grandi metropoli come Milano, Roma, Londra, Parigi e New York che offrono il lifestyle tipico a cui ambisce il dandy.

Volete sapere una curiosità?

Verso il 1840 diventa di moda non pagare il sarto in quanto, secondo i dandies, ne guadagnava in pubblicità. Tornando a noi, George Brian Brummel o Beau Brummel, è il precursore di questo fenomeno nella Londra del 1770, dove disegna i propri vestiti inventando taglio, modelli e accessori. Il suo stile è caratterizzato da camicie con sopra panciotti e il classico frac blu con bottoni in ottone, pantaloni che arrivano sino al ginocchio di color crema e un fazzoletto da collo in mussola bianca.

Durante l’epoca vittoriana, il fenomeno del dandy viene ripreso da Oscar Wilde, secondo il quale “i vestiti, così come ogni aspetto della propria esistenza, devono puntare alla bellezza così da fare della vita stessa un’opera d’arte”. Fatto curioso è che proprio questo personaggio aveva la bizzarria di indossare abiti neri quando si presentava il suo compleanno in quanto, secondo lui, era in lutto per la morte di uno dei suoi anni.

Ma chi sono i dandies al giorno d’oggi?

Di questi tempi l’eleganza accurata e maniacale dei signori di una volta è ripresa sotto un altro punto di vista più aggiornato. Sto parlando degli uomini contemporanei, sempre più attenti all’ estetica e alla cura del proprio corpo che a causa, o grazie (come preferite voi), degli standard di bellezza della società odierna trasmessi dai media e dall’ industria della moda, hanno rivalutato questo aspetto. Concetto ripreso anche nel desiderio di giocare con la moda, ricercando particolari dettagli per distinguersi.

La figura che se ne forma è pertanto quella di un uomo eccentrico e narciso, principio esaltato nelle sfilate di Pitti Uomo dove vengono presentate le novità di stagione a Firenze.
Certo è che questo trend, che va e che ritorna, affascina sempre tutte le generazioni alla ricerca di glamour, eleganza ed originalità.

Fuentecapala p/e 2015 Barcellona wedding

 

Beatrice Manuelli
Studentessa di Accademia Del Lusso Milano