Il bottone ha viaggiato e continuerà a farlo nel futuro

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“Potresti diventare un pazzo o un criminale e nessuno se ne accorgerebbe. Ma se perdi un bottone… beh, tutti se ne accorgerebbero!”

Un fenomeno sociale, un comportamento, una passione e molto altro.. questo è quello che si avvicina di più alla definizione di moda. E ancora strutturato e sfarzoso questo mondo dedica il massimo rispetto alla cura del particolare. Da tale dedizione inizia, dunque, il nostro viaggio a ritroso verso la nascita di un piccolo pezzo d’arte: “il bottone”. È quindi incredibile come una piccolezza del genere abbia viaggiato così tanto.

Il bottone, oggi visto come un’accessorio di fondamentale importanza nella moda, nasce secondo diversi fonti intorno al 2700 a.C. presso la valle dell’Indo (India).
Così come il tempo, implacabile viaggiatore, il bottone si evolve nei giorni, negli anni e nei secoli fino al raggiungimento di un’armonia perfetta.
Altri studi testimoniano la presenza di una sorta di bottone nell’Impero Romano, utilizzato come spilla decorativa presente negli abiti della società antica.
Per tradizione, infatti, i vestiti venivano chiusi con fibbie, lacci, spille e nodi secondo il costume del tempo. Con lo scorrere di quest’ultimo, le lavorazioni del bottone cambiarono radicalmente; se inizialmente “l’attuale accessorio” veniva realizzato in osso o in cuoio, le nuove società raffinarono particolarmente il design, i materiali e cosa più importante la funzione che esso avrebbe dovuto assumere. È dunque nel ritratto di Adelaide di Borgogna, Regina e Imperatrice del Sacro Romano Impero che troviamo la prima testimonianza di bottone come elemento decorativo.

Il vero exploit avvenne però nel Medioevo nel quale, contrariamente da quanto verrà detto da Cristobal Balenciaga in futuro, vale a dire che le dimensioni del bottone non potevano superare l’occhio della donna, le forme e i colori del “gioiello” raggiunsero un importante sfarzosità.
È noto, però, che l’esigenza è una condizione che ha permesso lo sviluppo dell’uomo dalla prima comparsa sulla terra ad oggi.
Per lo stesso principio, la necessità di eliminare le precedenti spille, ormai scomode e inusuali, permise al bottone di prendere campo non più come solo elemento decorativo, ma anche funzionale.
Negli anni, la semplicità caratteristica del meccanismo del bottone, non ha perso di importanza, tant’è vero che tutt’oggi è presente in elementi sia eleganti che meno.
Un’altra curiosità che tutt’oggi è rimasta in vigore è la diversa abbottonatura maschile e femminile.
Ogni giorno infatti milioni di persone effettuano lo stesso gesto ma all’opposto. E per quanto ci siamo abituati a questa differenza il perché rimane ancora un dilemma.

Le teorie più plausibili sono due:
I. La prima potrebbe essere legata al fatto che gli uomini, soprattutto in guerra, erano solito vestirsi da soli, mentre le donne (di un certo rango) solitamente usavano farsi vestire dalle dame di compagnia o dalle cameriere. In tal modo l’abbottonatura femminile risultava più pratica considerando il fatto che qualcun altro avesse dovuto slacciare e/o allacciare i bottoni.
II. La seconda riguardava invece la posizione dell’uomo visto come “sesso forte” e di conseguenza possessore di un’arma.
Poiché la maggior parte degli uomini erano destrorsi, risultava decisamente più comodo sbottonare le giacche e i vestiti con la mano sinistra e impugnare con la mano opposta la spada. D’altro canto la donna, legata al fatto che doveva occuparsi dei figli, aveva la possibilità di tenere il bambino con la mano sinistra e avere quindi libera la mano destra per sbottonarsi le vesti.

Dal 1492 in poi, il bottone, grazie anche all’esportazione ed importazione di pietre preziose da una parte all’altra del mondo, comincia ad avere forme, lavorazioni e raffinatezze di ogni tipo che lo portarono a diventare lo “status symbol” dei ceti più alti della società.
Fu questa continua ricerca al miglioramento che portò alla nascita dei primi dipinti all’interno dei bottoni e dei cosiddetti bottoni da profumo. Quest’ultimi, al contatto con il calore rilasciato dal corpo, producevano una fragranza particolarissima a seconda della pietra odorifera che vi era incastonata.

“D’altra parte l’utilizzo di questo tipo di bottone veniva fatto nella prima metà del 1500, dove l’igiene personale non era così importante.”

Il bottone ha viaggiato e continuerà a farlo e anche se “La chiusura lampo è pratica, il bottone rimarrà sempre poesia”

Carlotta Mancini
Studentessa del corso di Fashion Design di Accademia Del Lusso