Approfittare dell’estate per saziare l’appetito moda: cinque libri, due film, tante mostre

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Era il 2005 quando, durante il suo famoso discorso alla Stanford University in California, Steve Jobs citò una frase che compariva sull’ultima uscita di una pubblicazione intitolata Whole Earth Catalog.

L’anno della pubblicazione era il 1974, la frase era «stay hungry, stay foolish» e le parole erano chiare tanto su quel retro di copertina (si trattava di una rivista di controcultura) quanto sulle labbra del celeberrimo imprenditore, informatico, inventore e cofondatore di Apple.

E, molto probabilmente, non è affatto casuale che Stewart Brand, classe 1938, il fondatore di Whole Earth Catalog, sia un ex-studente proprio di Stanford.

Fatto sta che, da allora, la frase «stay hungry, stay foolish» è stata citata milioni di volte per incitare persone di ogni età, provenienza, estrazione sociale e culturale a restare curiose e affamate di conoscenza.

E così, oggi, l’invito a restare curiosi e affamati arriva anche da ADL Mag: l’estate è infatti l’occasione perfetta per saziare il nostro appetito moda.

D’estate abbiamo l’impressione che il tempo si faccia più clemente e generoso, dandoci modo di leggere qualche libro in più o guardare più film; oppure, abbiamo tempo per viaggiare, raggiungendo una meta tanto a lungo agognata.

Ecco allora un piccolo vademecum per i curiosi di moda: cinque libri, due film e tante mostre in tutto il mondo, all’insegna di un’idea che in Accademia del Lusso ci è cara, quella di fashion education e fashion culture.

Cinque libri tra heritage, storia e comunicazione

Il primo libro è un’elegante monografia illustrata che è uscita a gennaio e che racconta l’evoluzione del brand Colmar: edito da Rizzoli e disponibile in italiano e in inglese, il volume ’Colmar – Sport in Style’ racconta come lo sport abbia influenzato la moda ripercorrendo negli anni lo stile e l’estetica di Colmar, marchio quasi centenario (1923) che ha saputo dettare e interpretare le tendenze nel tempo.

Oltre 180 scatti accuratamente selezionati dialogano tra loro tra presente e passato, rivelando nel tempo uno stile dalla forte identità.

(Trovate un approfondimento ulteriore nel precedente articolo http://www.adlmag.it/2019/02/27/da-gucci-fino-a-colmar-i-brand-del-lusso-e-della-moda-tra-heritage-archivi-storici-e-rebranding/

Il secondo libro è di fresca pubblicazione: si intitola ‘Missoni – La Grande Moda Italiana’ ed è pubblicato da Scripta Maneant Editore in una edizione speciale limitata.

La tiratura è infatti limitata a 899 esemplari numerati a mano e ogni volume è un pezzo unico, impreziosito da esclusivi tessuti originali forniti dalla Maison stessa e applicati artigianalmente.

È un libro che si fa dunque oggetto, un libro concepito come un elemento di design in cui dialogano immagini, testi, tessuti originali, disegni, grafiche, prove colore, cartamodelli; vengono così celebrati il linguaggio e lo stile di un’eleganza che si è fatta espressione artistica, rivoluzione culturale e sociale fin da quei primi Anni Cinquanta in cui Rosita e Ottavio Missoni hanno dato inizio al loro percorso creativo, con una capacità di sperimentazione che non ha mai tradito nei decenni successivi lo spirito delle origini.

Il libro è disponibile in pre-ordine sul sito di Missoni e dell’editore ed è disponibile anche in edizione da libreria; l’autore è Massimiliano Capella, professore di Storia del Costume e della Moda presso l’Università degli Studi di Bergamo.

Il terzo libro è l’omaggio a una donna che ha avuto un ruolo fondamentale nella moda e nel costume degli ultimi trent’anni: Franca Sozzani.

Dal 1988 fino a pochi giorni prima della sua prematura scomparsa avvenuta nel 2016, la direttrice di Vogue Italia è riuscita a concretizzare la missione che si era data, ovvero quella di riuscire a far riconoscere la rivista che dirigeva non solo come voce autorevole per quanto riguarda la moda, ma anche come mezzo attraverso il quale diffondere servizi fotografici di grandissimo impatto e impegno, editoriali che hanno affrontato questioni sociali che vanno oltre la moda, dai cambiamenti climatici fino alle questioni razziali come accadde con l’indimenticabile ‘The Black Issue’ di luglio 2008.

Lo scorso 11 febbraio è uscito a livello mondiale ‘Franca, Chaos and Creation’, libro a cura di edizioni Assouline: si tratta di una biografia della Sozzani curata dal figlio, Francesco Carrozzini, che ha scelto per il libro lo stesso titolo del film di cui è stato regista nel 2016, un ritratto a tutto tondo della madre, presentato a Venezia due mesi prima della sua scomparsa.

Il libro ha anche il merito di sostenere il ‘Franca Sozzani Fund for Preventive Genomics’ del Brigham and Women’s Hospital di Harvard, istituzione che promuove lo screening genetico preventivo ed è stato fondato dallo stesso Francesco Carrozzini.

Il quarto libro è un’opera a quattro mani di Bianca Cappello (storica e critica del gioiello) e Samuele Magri (storico dell’arte e della moda): si intitola ‘Storia della fibbia tra Moda e Gioiello (1700-1950)’ ed è pubblicato da Skira Editore.

I due storici hanno condotto uno studio attento che intreccia costume, arte e gioiello per tracciare un inedito percorso visivo e di ricerca mostrando come le fibbie – da scarpa, da cintura, da pantalone, da mantello, da cappello, ecc. – siano state nel corso dei secoli fondamentali indicatori di status sociale e attente spie dei cambiamenti del gusto, sempre al passo con innovazioni estetiche, tecnologiche e materiche.

Il volume è prezioso grazie alla selezione di fibbie provenienti dalla collezione Pennasilico, una tra le più importanti al mondo, e grazie a una ricerca iconografica ricca di ritratti e illustrazioni d’epoca che contestualizzano questo oggetto nell’abito e sul corpo, testimoniando l’evoluzione della moda, del costume e della società con un punto di vista alquanto inedito e originale, svelando un segreto: le fibbie – che a molti possono apparire come semplici dettagli – possono in realtà essere cariche di significati e implicazioni.

Del progetto fa parte anche un’esposizione, tra l’altro a ingresso gratuito: è a Milano, a Palazzo Morando, e la trovate nella sezione dedicata alle mostre.

Sempre di Skira è infine il quinto e ultimo libro che chiude la carrellata: si tratta di ‘Exhibitionism – 50 Years of The Museum at FIT’ che celebra appunto il 50° anniversario di quello che è definito ‘the most fashionable museum in New York City’, fondato nel 1969 dal Fashion Institute of Technology (FIT in acronimo).

Il volume si basa sull’analisi di una selezione delle mostre più significative tra le ben 200 organizzate dal museo e che hanno costantemente spinto oltre l’evidente appeal della moda e ne hanno sottolineato il significato culturale: è curato da Valerie Steele e Colleen Hill, importanti storiche e curatrici, ed è in inglese.

Due film… agli antipodi

Roberto Capucci, classe 1930 (il 2 dicembre compirà 89 anni), è un artista prestato all’alta moda, uno scultore della seta, ovvero la materia che preferisce.

È l’inventore degli abiti-scultura, quei capolavori in tessuto modellati come opere d’arte che continuano a essere esposti nei musei di tutto il mondo perché sono il trionfo del talento e della capacità: non per nulla, Capucci fu definito ‘il miglior creatore della moda italiana’ addirittura da Christian Dior e ciò avvenne quando il couturier romano di nascita aveva solo 27 anni.

A raccontare la vita di quest’uomo geniale è ora un docu-film girato dal regista Ottavio Rosati con la collaborazione alla sceneggiatura della giornalista Adriana Mulassano: il titolo del documentario è ‘La moda proibita, Roberto Capucci e il futuro dell’Alta Moda’.

Rosati ha seguito e documentato l’attività di Capucci per alcuni anni, seguendolo nei viaggi fatti per organizzare mostre come ‘La ricerca della regalità’ alla Venaria Reale di Torino oppure concorsi come ‘Roberto Capucci per i giovani designer’.

Attraverso la diretta testimonianza del Maestro, Rosati racconta i retroscena legati al suo esordio avvenuto grazie a Giovanni Battista Giorgini (colui che organizzò il ‘First Italian High Fashion Show‘ a Firenze nel 1951); racconta del ‘no’ di Capucci ad Anna Magnani e dei ‘sì’ a Silvana Mangano (con la quale aveva un rapporto speciale) e a Pier Paolo Pasolini nonché a Rita Levi Montalcini alla quale il Maestro fece accettare un abito da gala con coda, appositamente confezionato per presenziare alla consegna del Nobel per la medicina vinto nel 1986.

Il film è un tripudio di colori, forme armoniose, eleganza e gioia ed è soprattutto in questo – nel ritrarre un uomo dalla creatività gioiosa – che il film è forse agli antipodi rispetto al secondo suggerimento, ovvero il docu-film dedicato alla complessa figura di Lee Alexander McQueen.

Il giorno 11 febbraio 2010, poco prima di compiere 41 anni, Lee – uno dei più grandi e visionari talenti mai esistiti nella moda – si è tolto la vita, fatalmente provato dall’abnorme carico di tensione, pressione, aspettativa sul fronte lavorativo nonché dai tormenti personali.

Lee era prima di tutto un sarto ed era poi uno stilista, aveva una personalità dirompente e sapeva essere disturbante come pochi, un vero sabotatore dell’omologazione: davanti al suo lavoro era (ed è) impossibile rimanere indifferenti e impassibili e lui voleva esattamente questo.

Che fosse divertimento o disgusto, Lee voleva far provare un’emozione.

Alexander McQueen – Il genio della moda’ è il docufilm girato da Ian Bonhôte e Peter Ettedgui per raccontare la vita e il genio di Lee: è un mosaico composto da interviste allo stilista stesso, ai suoi familiari, agli amici più intimi e ai collaboratori.

Vi sono fotogrammi delle sue spettacolari sfilate, vere performance artistiche, materiali d’archivio, riprese nei backstage, momenti privati: tutto contribuisce a creare un grande affresco, a tracciare il ritratto di un visionario talento della moda, tanto geniale quanto ossessionato dai ricordi di un’infanzia interrotta da episodi di brutale violenza. Fu Lee stesso a dichiarare di essere stato abusato da bambino e di aver visto picchiare violentemente sua sorella.

Dalla gioiosa creatività di Capucci ai tormenti di McQueen: due preziosi DVD dimostrano come la moda possa nascere dalla luce quanto dall’ombra.

La moda si mette in mostra, in tutto il mondo

Ovunque vi troverete quest’estate, ecco una serie di appuntamenti preziosi: sempre più, la moda si mette in mostra, letteralmente, ed è soggetto in tutto il mondo di omaggi che vogliono raccontare la sua capacità di comunicare tra abiti, accessori e gioielli, narrando la vita di stilisti, figure iconiche per il beauty, dive e fotografi.

Milano: oltre ad avere scritto il libro del quale ho parlato, Bianca Cappello è curatrice della mostra ‘Fibbie! Moda, Arte e Gioiello’ insieme a Luca Ghirardosi e a ospitare la mostra è Palazzo Morando fino al 15 settembre 2019. Info: http://www.costumemodaimmagine.mi.it/it/dettaglio/?no_cache=1&tx_ttnews%5Btt_news%5D=716&cHash=903032feb13023cb4cf50bb796a54b79 / Ingresso libero.

Milano: sempre Palazzo Morando ospita anche la mostra ‘Rosanna Schiaffino e la moda. Abiti da star’. Info: http://www.costumemodaimmagine.mi.it/it/dettaglio/?no_cache=1&tx_ttnews%5Btt_news%5D=693&cHash=2e4aea0801e883ea2026db77ea656240 ), fino al 29 settembre, ingresso libero.

Venezia: Ca’ Pesaro, Galleria Internazionale d’Arte Moderna, ospita la mostra ‘Rosa Genoni – Moda e politica, una prospettiva femminista fra 800 e 900’, curata da Maria Luisa Frisa e aperta fino al 2 settembre. Info: https://capesaro.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/salotto-longhena-2019-moda-e-politica-una-prospettiva-femminista-fra-800-e-900/2019/05/20791/moda-e-politica/

Stra, Venezia: Villa Nazionale Pisani ospita la mostra ‘Intramontabili eleganze – Dior a Venezia nell’archivio Cameraphoto’, fino al 3 novembre. Info: http://www.villapisani.beniculturali.it/mostre/intramontabili-eleganze

Parma: è in corso fino al 29 settembre allo CSAC (Centro Studi e Archivio della Comunicazione) dell’Università di Parma la mostra ‘1968 – Un Anno’ che comprende una sezione dedicata al corpo, alla moda e al gioiello. Info: https://www.csacparma.it/1968-un-anno/?fbclid=IwAR0Oeiz-7-c8w098DU7FeA_Yj-SOB8VaQZXo8in5tRLk7WwD68aHq4yx3UU

Roma: i più bei gioielli della collezione Bulgari Heritage, compresi quelli appartenuti alle dive della Dolce Vita, sono esposti fino al 3 novembre nella mostra intitolata ‘Bulgari, la storia, il sogno’ ospitata da due sedi del Polo Museale del Lazio, ovvero Castel Sant’Angelo e Palazzo Venezia. Info: http://www.polomusealelazio.beniculturali.it/index.php?it/165/eventi/653/bvlgari-la-storia-il-sogno

Pompei, Napoli: è un viaggio nel tempo e nei gioielli quello proposto dalla Mostra ‘Vanity, storie di gioielli dalle Cicladi a Pompei’ in programma fino al 5 agosto presso la Palestra Grande degli scavi di Pompei. Info: http://pompeiisites.org/comunicati/vanity-storie-di-gioielli-dalle-cicladi-a-pompei-inaugurata-la-mostra-alla-palestra-grande/

Principato di Monaco: fino al 28 agosto, il Grimaldi Forum ospita la mostra ‘Chaumet in Majesty, Jewels of Sovereigns since 1780’ con l’esposizione di diademi da favola. Info: https://www.grimaldiforum.com/en/events-schedule-monaco/chaumet-and-majesty-exhibition#.XTa_1nvONPZ

Parigi, Francia: fino al 5 gennaio 2020, è possibile visitare la mostra ‘Another way to look at fashion” (Une autre pensée sur la mode)’ aperta alla Association Azzedine Alaïa e curata da Olivier Saillard ( https://associationazzedinealaia.org/ )

Parigi, Francia: fino al 17 novembre e visto che il Palais Galliera, museo della moda, è chiuso per lavori, è il Musée Boudelle a prestare i propri spazi per la mostra hors les murs (fuori sede) intitolata ‘Back Side / Dos’. Info: http://www.bourdelle.paris.fr/fr/exposition/back-side/dos-la-mode

Parigi, Francia: l’esposizione ‘Helena Rubinstein, The Adventure of Beauty’, curata da Michèle Fitoussi (autore del volume ‘Helena Rubinstein The Woman who Invented Beauty’) e da Dorota Sniezek, è visitabile fino al 25 agosto al MahJ, acronimo di Musée d’art et d’histoire du Judaïsme. Info: https://www.mahj.org/en/programme/helena-rubinstein-the-adventure-of-beauty-74774

Granville, Francia: al Christian Dior Museum, fino al 17 novembre, la mostra ‘Grace of Monaco, Princess in Dior’ rende omaggio alla costante amicizia tra la Maison Dior e l’emblematica sovrana. Info: http://www.musee-dior-granville.com/

Londra, Regno Unito: il Victoria & Albert Museum offre addirittura tre mostre, una dedicata a Dior (‘Christian Dior Designer of Dreams’, fino al 1° settembre), una dedicata alla creatrice della minigonna (‘Mary Quant’, fino al 16 febbraio 2020) e una dedicata al visionario fotografo Tim Walker (‘Tim Walker, Wonderful Things’, fino al 21 settembre). Info: https://www.vam.ac.uk/

Londra, Regno Unito: ‘An Enquiring Mind – Manolo Blahník at The Wallace Collection’ è il titolo della mostra da poco inaugurata a Londra e che proseguirà fino al 1° settembre, co-curata dal direttore della Wallace Collection, Dr. Xavier Bray, e dallo stesso Manolo Blahnik. Info: https://www.wallacecollection.org/ / Ingresso libero.

New York, USA: è al gigante della moda Pierre Cardin, 97 anni, che il Brooklyn Museum dedica la mostra inaugurata il 20 luglio, ‘Pierre Cardin, Future Fashion’, e che proseguirà fino al 5 gennaio 2020. Info: https://www.brooklynmuseum.org/exhibitions/pierre_cardin

New York, USA: fino all’8 settembre, il Met – Metropolitan Museum of Art – ospita ‘Camp, Notes on Fashion’ curata da Andrew Bolton. Maggiori dettagli nel precedente articolo http://www.adlmag.it/2019/06/13/camp-notes-on-fashion-il-met-racconta-una-sensibilita-che-ha-fatto-storia/

Chicago, USA: Il Museum of Contemporary Art di Chicago, città natale di Virgil Abloh, dedica una retrospettiva alla carriera dello stilista, intitolata ‘Figures of Speech’ e aperta fino al 22 settembre. Info: https://www.mcachicago.org/Exhibitions/2019/Virgil-Abloh ).

Tokyo, Giappone: ‘All About Mariano Fortuny’ è una retrospettiva aperta sull’eclettico stilista, designer, pittore e scenografo (1871 – 1949) al Mitsubishi Ichigokan Museum fino al 6 ottobre. Info: https://mimt.jp/fortuny/

Emanuela Pirré
Docente di Accademia Del Lusso