Bob Krieger imagine, moda e lifestyle italiani in una mostra sul grande fotografo

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Terminata la Fashion Week e in attesa che inizi la Design Week (9 – 14 aprile), Milano non si ferma: nell’ambito dei numerosi appuntamenti di primavera, si inseriscono anche le proposte di Palazzo Morando.

Fino al 30 giugno, il Museo del Costume – Moda – Immagine ospita nei suoi spazi di via S. Andrea la mostra intitolata “Bob Krieger imagine. Living through fashion and music. ’60 ’70 ’80 ‘90”.

La mostra è promossa dal Comune di Milano | Cultura, Direzione Musei Storici, ed è patrocinata dalla Camera Nazionale della Moda Italiana: si avvale del progetto d’allestimento firmato dall’architetto Carlo Colombo e della curatela di Maria Grazia Vernuccio per raccontare la visione del fotografo Bob Krieger che nasce nel 1936 ad Alessandria d’Egitto, in una famiglia cosmopolita e amante dell’arte.

Nel 1967 si trasferisce a Milano dove inizia la carriera di fotografo: in pochi anni, si afferma lavorando soprattutto nel mondo della moda e collaborando con alcune tra le più importanti griffe a livello internazionale.

Il suo talento è particolarmente legato alla delicata arte del ritratto fotografico: nel corso della sua lunga carriera, ha immortalato i volti più noti non solo della moda, ma anche dell’industria, della politica, dello spettacolo, della cultura, dello sport.

Ha collaborato per anni con testate internazionali tra le quali Vogue, Esquire, Harper’s Bazaar e, dal 1970 al 1975, è stato Art Director di Bazaar Italia; le sue foto sono comparse tre volte sulla copertina del prestigioso Time Magazine.

È dunque più che legittimo considerarlo uno dei più grandi fotografi contemporanei, fatto che rende particolarmente preziosa la mostra di Palazzo Morando.

L’esposizione comprende immagini fotografiche recuperate dalla vasta collezione privata di Bob Krieger, scatti realizzati tra gli Anni Sessanta e gli Anni Novanta, come per esempio le campagne pubblicitarie dei più grandi stilisti italiani tra i quali figurano Armani, Ferré, Missoni, Valentino, Versace, Biagiotti, Gucci, Fendi, Dolce & Gabbana e tutti i protagonisti che hanno decretato il boom del Made in Italy nel mondo.

Krieger ha immortalato volti, geometrie, colori, volumi, linee: come egli stesso ricorda, il suo rapporto con gli stilisti «non era di prevaricazione, ne ho sempre accudito il talento», contribuendo così ad aprire la strada all’eccellenza del design e del lifestyle italiano in un ruolo che, ancora oggi, ci contraddistingue nel mondo.

Ritratto di Linda Evangelista by Bob Krieger 

Quelle in mostra sono immagini che testimoniano un momento storico importantissimo, l’esplosione di un fenomeno senza pari: il boom del Made in Italy nel mondo.

«Italians are coming!»: così titolava Vogue America nel 1976 e quel periodo rappresentò in effetti per il nostro Paese la svolta nonché la definitiva affermazione: proprio gli Stati Uniti, per primi, si trasformarono in un terreno fertilissimo, capace non solo di accogliere grandi menti creative italiane, ma di conferire loro un riconoscimento tale da decretarne il successo planetario.

Autore, come già ricordato, di tre copertine di Time Magazine e corrispondente del New York Times Magazine per otto anni, Bob Krieger è stato uno dei protagonisti di questa travolgente stagione di successi della moda italiana nel mondo e ha decisamente contribuito a delineare un’epoca oggi considerata storica nell’ambito della fotografia del costume e della moda a livello mondiale.

«Negli Anni Settanta abbiamo invaso gli Stati Uniti e da quel momento siamo diventati i numero uno nel mondo. Devo dire che mi sento anche un po’ parte di questa invasione, con Armani, Versace, Ferré e tutti gli altri perché nasciamo tutti insieme. Il momento di gloria è stato il 1982 con la prima copertina di Time Magazine dedicata a Giorgio Armani che feci io con lui. Era la prima volta che uno stilista italiano era sulla copertina di un settimanale così importante ed è stata una consacrazione, come un Nobel, fantastico!»

Così, con grande entusiasmo, ricorda Bob Krieger; a sottolineare alla perfezione l’importanza e il valore della mostra di Palazzo Morando è Giuseppe Sala, sindaco di Milano.

«La capacità di Bob Krieger di cogliere l’anima della creazione e di raccordarla al contesto storico lo ha reso molto più di un fotografo di moda: un interprete del suo tempo. A Palazzo Morando riviviamo la nostra storia e la nostra identità in una straordinaria sequenza ravvicinata in grado di restituire le radici e i traguardi della grande moda milanese e italiana, ma anche del nostro costume, dei nostri stili di vita e della loro evoluzione.»

Tutti gli elementi della moda italiana immortalati da Bob Krieger – i colori, le geometrie, i volumi, le linee, l’opulenza alternata al minimalismo – si ritrovano anche nel progetto di allestimento della mostra creato da Carlo Colombo, architetto e firma tra le più importanti del design internazionale: Colombo ha elaborato un percorso espositivo di rigorosa eleganza nel quale i giochi di luce concorrono a suggerire i volumi e creano una sorta di scenografia teatrale.

«Il racconto è un cammino di emozioni accompagnato da questi oggetti di design che si distinguono per le forme eleganti e il colore, perché – ben sottolinea Carlo Colombo – la moda è, per me, soprattutto colore. La collaborazione con Bob Krieger unisce la moda e il design, due tra le espressioni più alte del Made in Italy, in un linguaggio universale che ci accomuna nel segno della bellezza e del senso estetico.»

Moda e design, d’altro canto, sono le due anime che oggi caratterizzano fortemente Milano, così come ben ci ricordano anche le due importantissime settimane menzionate in principio.

L’esposizione sarà inoltre animata da vari eventi e attività, in un’ottica interdisciplinare estremamente contemporanea.

In collaborazione con Yamaha Music, la mostra ospiterà le performance della Yamaha Silent Experience, con un programma realizzato in esclusiva in cui artisti di fama internazionale si esibiranno in concerti per pianoforte fruibili attraverso la tecnologia del Silent Wifi Concert per un percorso polisensoriale in grado di coinvolgere sguardo e udito.

Chi visiterà la mostra si troverà così circondato da immagini iconiche ospitate in una cornice architettonica di grande bellezza, quella di Palazzo Morando, e completate dalla musica; tra gli artisti che prenderanno parte al ciclo di concerti figura anche Andrea Vizzini, pioniere dei silent concert in Italia.

La mostra dedicata a Bob Krieger dà un’ulteriore preziosa opportunità offerta sempre da Palazzo Morando, ovvero quella di visitare una seconda esposizione intitolata “Abiti da star” e che riguarda il guardaroba della celebre attrice Rosanna Schiaffino (1939 – 2009).

Dai vestiti che mettevano in risalto la sua figura di prorompente bellezza mediterranea fino alla scelta dello stilista Federico Forquet, allievo di Balenciaga: gli “Abiti da star” di Rosanna Schiaffino sono organizzati in una mostra curata da Enrica Morini e Ilaria De Palma.

Il guardaroba della Schiaffino è stato acquisito da Palazzo Morando nel 2018 e la mostra è l’occasione per condividere con il pubblico questa operazione: gli abiti dell’attrice testimoniano i suoi cambiamenti di stile dettati non solo dall’epoca, ma anche dalla carriera e dalla vita privata.

La Schiaffino è stata una delle protagoniste del cinema italiano tra gli Anni Cinquanta e Settanta e dunque le due mostre sono collegate da un ponte temporale: insieme raccontano un periodo particolarmente fertile e felice della creatività italiana, senza barriere tra forme d’arte, dalla moda alla fotografia, dal cinema alla musica.

Emanuela Pirré
Docente Accademia del Lusso

BOB KRIEGER IMAGINE

Living through fashion and music ’60 ’70 ’80 ‘90
Fino al 30 giugno 2019
Palazzo Morando|Costume Moda Immagine, spazi espositivi piano terra
Via Sant’Andrea 6, Milano
Orari:
Martedì – domenica: dalle 10 alle 19 (ultimo ingresso ore 18)
Lunedì chiuso
Biglietto intero € 12

Si ringrazia l’ufficio stampa per l’uso delle foto: ritratto del fotografo dal catalogo della mostra (© Bob Krieger) e ritratto di Linda Evangelista per Gianni Versace (1992, © Bob Krieger)