Barbie, 60 anni portati splendidamente

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Probabilmente è la bambola più famosa al mondo: compie 60 anni nel 2019, precisamente il 9 marzo, e il suo nome è Barbie.

Definirla semplicemente bambola potrebbe essere forse perfino riduttivo: oltre a far battere il cuore di varie generazioni di bambine, Barbie è ormai un vero e proprio fenomeno di costume e, come tutte le icone, ha creato dibattitti tra chi è pro e chi è contro.

Si deve la sua nascita a una donna che si chiama Ruth Handler e che, guardando sua figlia giocare, si rese conto che alla piccola piaceva dare alle proprie bambole ruoli da adulti.

Erano gli Anni Cinquanta e, all’epoca, molte bambole raffiguravano dei neonati: realizzando che poteva trattarsi di una nuova e ottima scelta di mercato, Mrs. Handler suggerì l’idea di una linea di bambole dall’aspetto adulto a Elliot, suo marito.

Chi era Elliot? Il co-fondatore della casa di giocattoli Mattel!

Inizialmente l’idea non sembrò entusiasmare l’uomo, ma l’intraprendente signora, aiutata da un ingegnere, creò il primo esemplare: nacque Barbara, dal nome della figlia degli Handler, presto abbreviato in Barbie.

Barbie fece la sua prima apparizione ufficiale il 9 marzo 1959 in occasione di un’importante fiera del giocattolo, vestita con un costume a righe bianche e nere e con i lunghi capelli, allora neri e non biondi, legati in una coda: distribuita nei negozi, nel suo primo anno di vita vendette ben 350.000 esemplari, dimostrando quanto la lungimirante Ruth avesse ragione.

Mentre Barbie diventava uno dei giocattoli più venduti al mondo, Mattel ne accresceva il mito inventando per lei una vera e propria biografia: alla bambola venne assegnato un nome completo, Barbara Millicent Roberts, oltre a una famiglia e ad amici che costituivano – e costituiscono – un sistema di personaggi e accessori da vendere a ragazzine e collezionisti di tutto il mondo.

Da allora, Barbie ha avuto mille vite, mille carriere, mille avventure: ha decisamente fatto molta strada vestendo i panni di astronauta (nel 1965, quattro anni prima del reale allunaggio di Neil Armstrong) ma anche di sergente del corpo dei Marines nonché di candidata presidenziale (già dal 1992), anche in questi casi ben prima che queste cose accadessero veramente.

Molti stilisti e maison hanno disegnato abiti per lei, a partire da Oscar de la Renta nel 1985, e sono tante le celebrità alle quali è stata dedicata una Barbie Collector, la serie speciale destinata ai collezionisti partendo dalla prima datata 1967 e ispirata alla celeberrima modella Twiggy.

Fanno parte di questa serie speciale stelle del cinema, come Audrey Hepburn e Grace Kelly, ma anche protagoniste della musica pop, come Jennifer Lopez: nel 2016 è stata la volta anche dell’italiana Chiara Ferragni che ha ispirato una versione di Barbie in giacca di pelle, jeans strappati e una fisionomia somigliante a quella della blonde salad più famosa del mondo.

Barbie ha colpito l’immaginario di personaggi appartenenti agli ambienti più disparati: nel 1986, per esempio, è diventata la musa di un grande pittore, Andy Warhol, che l’ha immortalata in un quadro diventato poi celebre, mentre nel 1997 il gruppo pop Aqua ha dedicato alla celeberrima bambola la canzone Barbie Girl.

La canzone riscosse un notevole successo diventando uno dei successi dell’estate, ma la casa discografica MCA fu querelata dalla Mattel che giudicava diffamatorio il testo: le cause si risolsero in favore della MCA per il fatto che la legge americana considerò la canzone come una parodia.

Come che capitano a una star anche perché, come accennato, Barbie non ha riscosso solo simpatie e apprezzamenti e ha suscitato ben più di una polemica: una delle critiche più frequenti mosse contro la bambola è quella di promuovere un’immagine della donna anatomicamente poco realistica, con il rischio conseguente che le bambine aspirino ad avere quel tipo di corpo fino a giungere a disturbi quali l’anoressia.

Nel tempo, Mattel ha lavorato proprio su questo: Barbie ha rappresentato una fonte d’ispirazione e immaginazione per milioni di bambine in tutto il mondo e dunque la casa produttrice ha pensato e pensa che sia giusto che la bambola si rinnovi stando al passo con i tempi.

Proprio in tal senso, nel 2016, Mattel ha lanciato nuove silhouette di Barbie (denominate Tall, Curvy e Petite) insieme a svariate tonalità di carnagione, colori di occhi e tipologie di capigliatura: si tratta del restyling più profondo – e significativo – di sempre, tanto da essersi guadagnato perfino la copertina di un magazine autorevole come Time.

D’altro canto, Mattel non è nuova a operazioni di questo tipo e, già nel 1968, aveva lanciato Christie, una delle prime bambole di colore.

Non solo: lo scorso anno, in occasione dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, Mattel ha lanciato una serie di 17 bambole dedicate a celebrare la forza e la passione di figure che hanno contribuito a ridefinire il ruolo femminile nel mondo ben oltre i pregiudizi.

Oltre a icone ormai storiche come la pittrice Frida Kahlo, la matematica Katherine Johnson e l’aviatrice Amelia Earhart, sono state modellate altre bambole ispirate a donne di oggi come la regista Patty Jenkins, la snowboarder olimpica Chloe Kim, la biologa Bindi Irwin e la modella e body activist Ashley Graham.

Nonostante le intenzioni sicuramente positive – offrire una gamma vasta e rappresentativa di modelli positivi – non è mancata qualche polemica e c’è da giurare che ne susciterà altrettante la nuova iniziativa ideata da Mattel proprio per i 60 anni di Barbie: l’azienda ha infatti deciso di puntare sempre di più all’inclusività e, alle varie fisicità e alle diverse tonalità di carnagione, vuole ora aggiungere una bambola su sedia a rotelle e una con protesi alla gamba.

Per realizzare la Barbie con protesi (che sarà mobile per rendere realistica l’esperienza), Mattel ha deciso di chiedere aiuto a Jordan Reeves, 13enne attivista per i diritti dei disabili nata senza l’avambraccio sinistro; per quanto invece riguarda la creazione della Barbie su sedia a rotelle, la società ha lavorato con l’ospedale pediatrico UCLA Mattel Children’s di Los Angeles.

Ma a festeggiare Barbie e il suo compleanno prestigioso non è solo la Mattel: proprio come avverrebbe a una style icon in carne e ossa, sono previsti eventi, edizioni limitate e accordi di licenza in vari settori, naturalmente partendo dalla moda.

Tra i primi a festeggiare c’è stata l’italiana Patrizia Pepe che ha reso omaggio ai favolosi 60 anni di Barbie con un’inedita capsule collection presentata in occasione di Pitti Immagine Bimbo, salone in cui Barbie è stata protagonista anche attraverso una mostra iconografica.

Primark, celebre marchio che ha già avviato varie collaborazioni con Barbie, ha deciso di proseguire la partnership anche nel 2019 e su più categorie di prodotto.

In ambito sport, una collaborazione con Puma celebra un doppio anniversario: oltre a quello di Barbie, rende onore al 50° anniversario delle Puma Suede dando vita a un paio di sneaker che uniscono il marchio Barbie, il logo Puma e un fiocco oversize sul tallone. È prevista anche una confezione speciale che include una bambola.

Sergio Tacchini ha invece creato una capsule collection per il tennis, per donna e per bambina: il completo, con grafiche e colori del mondo Barbie, è affiancato da una t-shirt celebrativa in cotone con il viso della prima bambola del 1959.

Le tenniste del team Tacchini giocheranno al torneo Indian Wells in California indossando proprio il completo di Barbie, in concomitanza con la data dell’anniversario (4 – 17 marzo): infine, una Barbie verrà vestita con il completo da tennis di Sergio Tacchini x Barbie dai creativi di Magia 2000, designer ufficiali per gli eventi speciali di Barbie per l’Italia.

Non solo moda: cambiando ambito e settore, il marchio Zàini produrrà una collezione di tavolette di cioccolato hand-made, preziose e ricercate, mentre Caffarel produrrà una linea di prodotti esclusivi per il canale pasticceria.

Estremamente trasformista e sempre al passo con i tempi, a 60 anni dalla sua nascita, Barbie ha realizzato fino in fondo lo slogan creato per lei, ‘‘You can be anything”, passando con disinvoltura dal ruolo di principessa a quello di donna in carriera nonché dal tacco 12 allo sportswear senza mai perdere la sua allure.

Attraverso l’immaginazione, generazioni di bambine hanno proiettato su di lei sogni, desideri, progetti, magari incrementando la consapevolezza di sé e dei traguardi da raggiungere: a riconoscere tutto ciò è stato perfino il prestigioso BBC History Magazine che lo scorso anno ha inserito Ruth Handler – che è purtroppo scomparsa nel 2002 – nella lista delle 100 donne che hanno cambiato il mondo.

Per chi se lo chiedesse: a stilare la lista sono stati storici ed esperti in diversi ambiti, con buona pace di tutti i detrattori.

E allora tanti auguri, cara Barbie, per questi 60 anni portati splendidamente e con grande grinta.

Emanuela Pirré
Docente Accademia Del Lusso

 

Le foto provengono dalla pagina Facebook ufficiale Barbie Italy https://www.facebook.com/barbieitaly/