“Il re è morto, viva il re” Il mondo della moda in lutto per la morte di Karl Lagerfeld

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In concomitanza con l’apertura della Milano Fashion Week 2019, il Kaiser delle passerelle, Karl Lagerfeld, è venuto a mancare.

Lagerfeld, genio indiscusso di creatività e determinazione, uomo di austera quanto unica personalità è scomparso nelle prime ore del mattino del 19 Febbraio a Parigi. Inconfondibile il suo stile, con il quale verrà ricordato, da sempre contraddistinto dalla sua “divisa imperiale”, dalla quale mai osava separarsi e che lo hanno reso una vera icona: occhi coperti da grandi e scuri occhiali da sole, capelli di un bianco candido maniacalmente raccolti in una coda di cavallo che lasciava cadere dietro la nuca; indossava camicie dal collo alto e stretto, incorniciate da completi rigorosamente neri e abbelliti da cravatte; infine i suoi due “immancabili accessori”: mezzi guanti di infinite fogge anch’essi neri e un ventaglio.

“La moda non è né morale né immorale” diceva “ma è fatta per tirare su il morale”: questa la chiave per far si che la sua instancabile e ingegnosa creatività non venisse mai meno. Dopotutto è quello che ha fatto: Karl ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo della moda allietando appassionati ed esperti. Non a caso nominato direttore della Maison francese Chanel e dell’italiana Fendi, ne era la mente creativa e rappresentava il loro DNA.

Ma la sua avventura come creativo di moda ebbe inizio ben prima, nella Parigi degli anni Cinquanta, con la vincita di un prestigioso concorso sponsorizzato dal Segretariato Internazionale della Lana per la creazione di un cappotto: questo è l’evento che diede il via ad una vita di successi e soddisfazioni lavorative. Aveva doti di cui nessun altro poteva godere, una mente geniale, mai stanca di elaborare idee, forme, prototipi e accostamenti. È risaputo che lo stilista condusse una vita solitaria: come infatti lui stesso amava affermare, non sarebbe mai stato in grado di lavorare o leggere se non fosse stato solo. Detestava la vita di tipo coniugale e aveva un solo vero amore, la sua gattina Choupette, che lui adorava e della quale andava molto fiero, tanto da essere nominata erede di parte del suo patrimonio.

Personalità singolare, quasi bizzarra, la sua, ma capace di realizzare capolavori mai visti, speciali e unici. A Virginie Viard, per ben più di trent’anni la sua più stretta collaboratrice, Lagerfeld ha lasciato il timone della famosa griffe Chanel, al mondo della moda invece, un bagaglio colossale di sapienza, inventiva e ispirazione, che per sempre verrà ricordato.

Alessandra Angioni
Studentessa I anno PD Fashion Design
Accademia del Lusso, Milano