Fabio-Gnocchi-Pietro-Polidori

Fabio Gnocchi, AD di Aspesi, ospite di Accademia per l’inaugurazione del nuovo A. A. 2018/19

in News ADL

Mercoledì 24 ottobre, in occasione dell’inaugurazione del nuovo Anno Accademico 2018/19, Accademia del Lusso ha avuto il piacere e l’onore di ospitare Fabio Gnocchi, Amministratore Delegato di Aspesi, azienda che rientra a pieno titolo tra gli esempi eccellenti di Made in Italy.

L’intervento di Fabio Gnocchi è stato molto interessante, sotto molti punti di vista.

Gnocchi ha ripercorso le tappe fondamentali di Aspesi, fondata nel 1969 da Alberto Aspesi (classe 1944), nata come azienda specializzata nella produzione di camicie e poi affermatasi come marchio di abbigliamento apprezzato per l’utilizzo di tessuti di elevata qualità.

Tradizione, rigore e costante ricerca stilistica sono sempre stati gli elementi distintivi dello stile di un marchio che ha scritto la propria storia attraverso collezioni minimali e sofisticate: con il suo spirito non convenzionale e la filosofia controcorrente “no-logo”, Aspesi si rivolge a un consumatore esigente in cerca di capi senza tempo.

L’approccio non tradizionale e innovativo dedicato al prodotto si è costantemente manifestato anche nelle campagne pubblicitarie di Aspesi che ha sempre scelto fotografi in grado di racchiudere e interpretare tale spirito.

Dietro l’obiettivo per la primavera – estate 1988, possiamo ricordare Peter Lindbergh che scelse per i suoi scatti una giovanissima Linda Evangelista: il binomio continuò per altre due campagne, fino al 1991, anno in cui ad affiancare il fotografo fu un’elegantissima Christy Turlington, allora ventiduenne.

Con la collezione maschile primavera – estate 1989, Alberto Aspesi chiamò il celebre fotografo (e amico) Robert Frank che realizzò, per tre campagne consecutive, degli scatti totalmente in bianco e nero.

Gli anni dal 1998 al 2006 videro una proficua e longeva collaborazione con il londinese Dirk van Dooren, fondatore dello Studio Tomato: il risultato fu una serie di immagini pubblicitarie fuori dal contesto moda, dallo spirito allegro e giocoso, oltre alla creazione dei Kinky Atoms.

I Kinky Atoms, nati alla fine degli Anni Novanta, sono stati utilizzati nei modi più disparati, su t-shirt, caschi da moto o, ancora, sulla confezione di un dentifricio, al fine di non identificarli né in una categoria di prodotti né in uno stile univoco: nel 2006, anno in cui molti marchi di moda lanciavano sul mercato un proprio profumo, Alberto Aspesi produsse un prodotto più semplice in cui i Kinky Atoms non potevano mancare. Una colorata confezione di detersivo divenne così protagonista di una campagna pubblicitaria volutamente ironica e dalla sottile irriverenza.

Il carattere a tratti provocatorio del brand si ritrova ancor di più in uno scatto realizzato da Oliviero Toscani che ritrae tre ragazzi, studenti universitari che indossano piumini e impermeabili Aspesi insieme a delle borse non originali, facilmente riconoscibili dal grande pubblico.

Le campagne più recenti vedono invece un’importante collaborazione con Paolo Roversi: i suoi scatti ricchi di carica emotiva prevedono la presenza di modelle del calibro di Natalia Vadianova, Stella Tennant, Saskia de Brauw e Guinevere van Seenus, scelte per quattro differenti collezioni a partire dalla primavera – estate 2013.

Roversi continua ancora oggi la collaborazione con Aspesi firmando bellissimi ritratti delle modelle del momento.

Dalle immagini fotografiche all’architettura, l’amore per creatività e arte si conferma come un valore fondamentale per Aspesi, caratterizzando anche i punti vendita del marchio con le opere di artisti contemporanei.

Le creazioni di prestigiosi artisti quali Mario Merz, Jannis Kounellis, Mimmo Paladino, Remo Salvadori, Pier Paolo Calzolari, Giulio Paolini si affiancano a un design unico: da sempre, infatti, i vari negozi ospitano al proprio interno degli arredi ricercati e di nicchia, oltre a una gamma di accessori e capi di altri marchi, come a voler creare un “piccolo mercato”.

Lo scorso anno, precisamente a inizio 2017, alla vigilia del cinquantesimo anniversario (1969 – 2019), in Aspesi c’è stato un grosso cambiamento, una svolta: l’azienda è stata acquistata da un fondo, italiano e generalista (ovvero specializzato in vari ambiti e non solo nella moda), che si chiama Armònia SGR.

Alberto Aspesi, il fondatore, resta tuttora a capo della direzione creativa e di prodotto, mentre Fabio Gnocchi, manager di lunga e consolidata esperienza e amico di Aspesi, è stato scelto come Amministratore Delegato e capo del progetto che sta portando un significativo cambiamento in un’azienda che, da marchio di nicchia, si sta ora riposizionando come realtà dal respiro più ampio e internazionale.

E proprio questo è il messaggio che Fabio Gnocchi (che in precedenza ha lavorato alla costruzione e al consolidamento di successi come Etro e Cucinelli) ha voluto trasmettere con forza e chiarezza agli studenti che l’hanno ascoltato con interesse: è necessario aprirsi, essere curiosi, studiare e specializzarsi, perché oggi «non basta più conoscere un po’ la moda, per essere credibili occorre conoscerla molto bene».

E in questo, secondo Gnocchi, scuola, studio e formazione hanno un ruolo fondamentale: «guardando voi giovani ho ripensato al mio percorso di vita e devo dire che avere scuole come Accademia, capaci di accompagnare lungo un percorso, è una fortuna che la mia generazione non ha avuto».

Aprirsi e non chiudersi, accettare e accogliere l’internazionalizzazione, diventarne protagonisti attivi mantenendo e difendendo la nostra cultura (del prodotto, della manifattura, dei processi): tutto ciò è la risposta per un’azienda come Aspesi così come per un giovane che oggi si avvicini al mondo del lavoro.

E internazionalizzazione significa anche confrontarsi con colleghi e realtà di tutto il mondo e dunque conoscere una lingua come l’inglese: a tal proposito, Fabio Gnocchi ha raccontato un aneddoto.

Circa 25 anni fa, fu invitato a tenere uno speech presso l’università di Kobe in Giappone: davanti a lui, vi era una platea di circa 600 persone, con molti illustri professori e molti studenti già laureati con ottimi risultati.

Gnocchi propose di parlare in inglese, ma gli chiesero invece di parlare in italiano proprio perché era stato invitato in veste di eccellente rappresentante del Made in Italy: tutti, pertanto, lo ascoltavano in traduzione simultanea in cuffia.

Al termine, venne lasciato spazio alle domande: un giovane, alzandosi in piedi, gli chiese come a suo avviso si potesse fare per internazionalizzare la moda giapponese.

Il quesito, naturalmente, fu posto in giapponese poiché in realtà nella grande aula quasi nessuno parlava inglese.

Senza scomporsi, con la verve che lo caratterizza e che ha dimostrato anche nel suo intervento in Accademia, Gnocchi diede la sua risposta.

«Iniziando a imparare l’inglese.»

Credo che la risata che ha riempito la nostra Aula Magna sia un segno di messaggio ricevuto.

Emanuela Pirré
Docente di Accademia del Lusso

Crediti
Foto: Sarah Tarves