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Intervista a Giulia Spitaleri | PD Fashion Design – Terzo Anno

in Interviste

A Settembre inizierai il terzo anno del corso in Fashion Design, cosa ti ha dato fino ad oggi questo percorso e cosa ti aspetti che succeda a livello professionale una volta uscita da Accademia? 

Fino ad oggi questo percorso, che ho desiderato tanto e scelto, mi ha consentito prima di tutto di avere più consapevolezza di me stessa e di cosa voglio.

Intraprendendo questa strada sono stata introdotta nel mondo del design e ho avuto la possibilità di conoscere in parte ciò che mi aspetterà in futuro: attraverso le esperienze pratiche all’interno di Accademia, con il tempo ho maturato delle vere e proprie aspettative lavorative.

Fortunatamente Accademia ci prepara a trecentosessanta gradi e questo mi consente di credere che, una volta diplomata, avrò molte possibilità in quanto sarò in grado di lavorare come designer e non solo: Modellista, Graphic Designer, Trends & Cool Hunter.

Qual è stata fino ad oggi la tua esperienza in Accademia? 

L’esperienza che ho vissuto fino ad oggi è sicuramente positiva. Frequentare questo corso mi ha consentito, e mi consente, di vedere tutto con occhi diversi.

Ho scoperto una creatività di cui non ero consapevole, attraverso un intenso e costante allenamento pratico, alternato agli insegnamenti  teorici.

L’esperienza più bella che ho potuto vivere in questi due anni è stata quella di intuire chi sono io, qual è il mio stile, ma soprattutto scindere ciò che mi piace da quello che non mi piace affatto. E per me questo non era per niente facile.

Ad oggi mi sento più completa, e vado incontro all’ultimo anno con la voglia di approfondire sempre più ogni minima sfaccettatura di questo percorso.

Luz-Spitaleri

Che tipo di rapporti si instaurano all’interno di Accademia?

Entrare in Accademia è sentirsi a casa, questa è il primo pensiero che mi viene in mente pensando ad Accademia.
Nel mondo della moda spesso sembra difficile, per la competizione che ci si aspetta, soprattutto per chi come me sta lontano da casa;  in realtà ho scoperto persone meravigliose che mi hanno consentito di sentirmi al sicuro.
Colleghi che prima di tutto sono amici, e docenti che sono sempre pronti a darti un consiglio, un appoggio ma soprattutto a trasmetterti tutto il sapere che hanno.

C’è un momento di Accademia che ricordi particolarmente?

I ricordi più belli legati a questa scuola sono le sfilate di fine anno di Accademia, realizzate con la partecipazione di noi studenti.

Le sfilate di Accademia mi hanno dato grandissime soddisfazioni sia perché mi hanno fatto capire quanto sono potuta crescere personalmente e professionalmente nel corso degli anni, sia perché mi hanno consentito di creare rapporti intensi e di potermi interfacciare anche con i colleghi di altre sedi.

Il 5 giugno 2018 è andato in scena presso la Pelota di Milano il Fashion Show “In_Materia” di Accademia del Lusso in cui tu hai partecipato come designer portando in scena una tua creazione. A cosa ti sei ispirata per il tuo outfit? Quali materiali hai scelto e perché?

Per la mia uscita durante il Fashion Show In_Materia mi sono ispirata ad una lavorazione antica dando però un tocco ricercato del design contemporaneo: il punto smock.

L’ispirazione dunque nasce dalla curiosità di applicarlo ad un tessuto poco convenzionale, il tulle, creando quindi un effetto totalmente diverso da quello che ci si può aspettare. Gioco di trasparenze, morbidezza al tatto da un lato e  staticità per chi lo osserva dall’altro.

Ogni mia creazione è sempre un invito ad osservare con occhi diversi ciò che si ha davanti: partire da ciò che può apparire banale o comunque usuale, rielaborandolo e stravolgendolo così da creare un pezzo unico.

Domanda a Barbara LG Sordi, Responsabile Didattica di Accademia del Lusso e Direttrice Artistica di In_Materia: La sfilata aveva come tema la materia. La materia in tutte le sue forme, dal cotone più semplice, passando per il lino e la seta fino ad arrivare a materiali più strutturati come il tulle. Giulia per rendere la sua idea di materico e di volume ha scelto proprio il tulle con una lavorazione molto complessa come quella del punto smock. Pensa che le lavorazioni artigianali e del passato possano essere per certi aspetti modernissime e di conseguenza il nuovo futuro della moda?

Direi che per me è il mantra degli ultimi decenni: recuperare il passato per creare il futuro. Sono sempre stata affascinata dal passato della moda, dell’artigianato, dell’arte e di tutto ciò che di bello l’uomo è riuscito a produrre. È altrettanto vero però che sono affascinata anche dalle nuove tecnologie e da ciò che esse permettono, a livello di produzione e miglioria nelle lavorazioni. Artigianato e tecnologia stanno imparando a convivere, così che la moda 4.0 sarà sempre più un mix equilibrato di passato e futuro. Giulia stessa nella sua interpretazione di una lavorazione antica, un po’ da nonne, ha scelto un materiale decisamente inusuale: il tulle meccanico. Un materiale industriale, per nulla considerato pregiato, trasformandolo in un sogno. Un piccolo capolavoro di poesia in cui la delicatezza del passato si percepisce in maniera così chiara, proprio grazie ad un materiale più strutturato rispetto a quelli tradizionalmente usati.

Prima foto
Photo credit: Sarah Tarves

Seconda foto
Designer: Giulia Spitaleri
Photo credit: Sarah Tarves
Model: Luz Del Carmen
Creative Direction: Barbara LG Sordi
Creative Direction Assistant: Federica Callegari