Christian Dior, lo stilista del sogno, e i 70 anni del New Look

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Il 2017 è l’anno di Dior: mentre l’iconico e imperituro New Look ha compiuto 70 anni a febbraio, lo scorso 24 ottobre è stato invece il 60esimo anniversario della scomparsa di monsieur Christian Dior, creatore e fondatore dell’ormai leggendaria Maison.

Nato il 21 gennaio 1905 a Granville, città situata in Normandianel nord della Francia, ma poi cresciuto nel sud, vicino a Grasse, il couturier si spense prematuramente a Montecatini Terme il 24 ottobre 1957, a soli 52 anni e a causa di un infarto: il grande successo era arrivato per lui nel 1947, soltanto dieci anni prima, eppure quel decennio gli fu sufficiente per cambiare i codici della moda femminile dell’epoca e per lasciare un segno indelebile.

Christian Dior, figlio di un industriale, era però destinato a un’altra carriera, quella diplomatica.

Assecondando il desiderio dei propri genitori, frequentò infatti l’Écoledes Sciences Politiques: alla fine, lasciò però gli studi e, grazie all’aiuto del padre, nel 1928 riuscì ad aprire una piccola galleria d’arte che però dovette chiudere pochi anni dopo a causa del crollo dell’azienda di famiglia.

Dal 1937 al 1939, Dior lavorò con Robert Piguet, stilista e profumiere svizzero, finché non fu chiamato per il servizio militare: nel 1942, cominciò a lavorare nella casa di moda di Lucien Lelong presso la quale lui e Pierre Balmain diventarono i principali stilisti.

Nell’ottobre 1946,lo stilista aprì infine un suo atelier a Parigi con l’aiuto finanziario di Marcel Boussac, il re del cotone; da lì, un anno dopo, riuscì nell’impresa di rivoluzionare la moda degli Anni Quaranta introducendo un’idea di femminilità e uno stile completamente nuovi.

Il 12 febbraio 1947, il 42enne Christian Dior presentò la sua collezione Corolle nei saloni dell’atelier di Avenue Montaigne pieni, per l’occasione, di fiori: la collezione era fatta di abiti ricchi e romantici che ottennero una popolarità istantanea.

La donna presentata da Dior aveva spalle arrotondate rispetto a quelle imbottite precedentemente in uso; la gonna lunga a forma di corolla arrivava a venti centimetri dal suolo; il punto vita era stretto, ottenutotramite un leggero bustino, la guêpière; tessuti raffinati e costosi avevano sostituito il panno usato durante la Seconda Guerra Mondiale.

CarmelSnow, storica redattrice della rivista statunitense Harper’s Bazaar,parlò di Dior utilizzando il termine New Look, espressione in lingua inglese adottata per definire ciò che ella considerava il massimo della Haute Couture francese.

La celebre giornalista credeva nel talento di Dior che aveva notato fin dal 1937 con un modello disegnato per Robert Piguet e il New Look, la novità della quale lei annunciava la nascita, fu come una detonazione.

La Grande Guerra era finita da due anni e, con la sua collezione Corolle, Monsieur Dior voleva segnare una svolta lasciando al passato restrizioni e austerità: l’abbondanza di stoffa dei suoi modelli fu in effetti di non poco aiuto alla ripresa dell’industria tessile.

Il couturier intendeva restituire alle donne il gusto di piacersi e di piacere, gusto che era stato sacrificato dalla guerra.

«Volevo che gli abiti fossero modellati sulle curve del corpo femminile. Sottolineavo la vita e i fianchi, mettevo in evidenza il seno. Per dare più struttura ai miei modelli, feci foderare tutti i tessuti di percalle o taffetà, riprendendo una tradizione da tempo abbandonata.»

Così dichiarò Christian Dior.

Ma il suo spirito innovativo non si esaurì certo con la creazione della collezione Corolle: da allora, ogni anno, immise sul mercato nuove idee, creando una continua attesa.

Nel 1949 fu la volta di una linea a pannelli intercambiabili; nel 1950 la linea verticale portò le gonne a tubo; nel 1951 la linea diventò lunga con gonne strutturate per dare più slancio al busto; nel 1952 la linea divenne sinuosa con la vita sciolta e la gonna più corta; nel 1953 la linea tulipano valorizzò il seno; nel 1954 la linea a H uniformò invece il seno alla linea del corpo; nel 1955 la linea ad A portò gonne ampie e spalle strette; nel 1956 la linea a freccia assottigliò la figura; nel 1957, infine, apparve la linea a sacco.

Christian Dior fu anche tra i primi couturier ad associare in maniera sistematica accessori e vestiti: ai modelli affiancò infatti scarpe, borse, foulard, profumi e perfino lo smalto per le unghie.

Sempre nel 1947, per esempio, vide la luce Miss Dior, primo profumo della Maison: prendeva il nome da Catherine, la sorella del couturier.

Proprio per festeggiare i 70 anni – ormai 71 – dalla fondazione della maison e dal lancio del New Look, il prestigioso Muséedes Arts Décoratifs di Parigi ha inaugurato una mostra intitolata Christian Dior, couturier durêve ovvero lo stilista del sogno.

La retrospettiva – iniziata lo scorso 7 luglio e aperta fino al 7 gennaio 2018 – include non solo i capi, ma anche fotografie e documenti, da illustrazioni, schizzi e pubblicità fino a reportage di moda, oltre a un’ampia gamma di accessori, borse, scarpe, cappelli, gioielli e boccette di profumo.

I curatori Florence Müller e Olivier Gabet hanno progettato la mostra installando dipinti e oggetti d’arte che dialogano con sette decenni di creazioni Dior e hanno inserito nel percorso espositivo più di 300 capi: l’esposizione annovera così modelli disegnati non solo dal fondatore, ma anche dagli stilisti che si sono succeduti alla guida della maison dopo di lui.

Diorè infatti sopravvissuta alla scomparsa del suo fondatore e, oggi, è uno dei marchi globali di lusso dalla holding LVMH: dopo Yves Saint Laurent, Marc Bohan, Gianfranco Ferré, John Galliano e Raf Simons, vede attualmente una donna nel ruolo di direttore creativo.

Si tratta dell’italiana Maria Grazia Chiuri che, dal 1999 al 2016, ha lavorato per Valentino in coppia con Pierpaolo Piccioli: la Chiuri è la prima donna in una dinastia di soli uomini e c’è da scommettere che – come ha già dimostrato di poter fare – continuerà a tenere viva quell’attesa che Monsieur Dior fu capace di creare.

Emanuela Pirré

La mostra al Muséedes Arts Décoratifs

In foto: scenografie dell’esposizione Christian Dior, couturier durêve © Le arti decorative, Parigi  foto @LucBoegly – dalla pagina Facebook del Museo