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Frida Kahlo, l’icona che ispira tutti, dall’arte alla moda

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Tra le icone del Novecento, trova un posto sicuro Frida Kahlo, pittrice messicana diventata immortale per le sue opere e anche per l’aspetto fortemente identificativo e riconoscibile.

E proprio Frida è la protagonista, in questo anno 2018, di due mostre importanti che affrontano il suo mito in maniere diverse ed entrambe interessanti: la prima è ospitata al Mudec di Milano, si intitola Frida Kahlo – Oltre il mito ed è aperta fino al 3 giugno 2018.

La mostra è frutto di sei anni di studi e ricerche: si pone l’obiettivo di delineare una nuova chiave di lettura attorno alla figura della pittrice, presentando inediti e sorprendenti materiali d’archivio.

Riunisce infatti in un’unica sede espositiva – per la prima volta in Italia e dopo quindici anni dall’ultima a livello mondiale – tutte le opere provenienti dal Museo Dolores Olmedo di Città del Messico e dalla Jacques and Natasha Gelman Collection, le due più importanti e ampie collezioni di Frida Kahlo al mondo, con la partecipazione di autorevoli musei internazionali che hanno prestato alcuni capolavori mai visti nel nostro Paese.

Diego Sileo, il curatore della mostra, ha voluto fare un lavoro diverso: a suo avviso, molti eventi su Frida si sono limitati ad analizzare, con una certa morbosità, i suoi oscuri traumi familiari, la sua tormentata relazione con il marito Diego Rivera, il suo desiderio frustrato di essere madre, la sua tragica lotta contro la malattia.

Frida Kahlo – Oltre il mito si pone invece l’obiettivo di superare tale visione, dimostrando che per un’analisi seria e approfondita è necessario spingersi al di là degli angusti limiti di una biografia anche troppo abusata.

Dal 16 giugno al 4 novembre, il Victoria and Albert Museum di Londra ospiterà invece Frida Kahlo – MakingHer Self Up, un’esposizione basata su una straordinaria collezione di manufatti e abiti appartenuti all’artista, conservati per 50 anni negli armadi della sua Casa Azul ed esposti per la prima volta fuori dal Messico.

Dopo la morte di Frida, il marito Diego sigillò tutti i suoi beni all’interno del loro appartamento a Città del Messico dove sarebbero dovuti rimanere, secondo le volontà dell’uomo, per alcuni anni: mezzo secolo dopo, precisamente nel 2004 (Frida è scomparsa nel 1954), gli oggetti della pittrice sono stati finalmente catalogati ed esposti.

L’artista messicana continua però a influenzare l’immaginario collettivo non solo attraverso le mostre delle sue opere, ma anche grazie al cinema, alla musica, ai fumetti e alla moda.

Il suo personaggio affascinante ha stregato gli artisti del suo tempo e anche attrici e cantanti dei nostri giorni, tra le quali Madonna, Beyoncé, Salma Hayek (che ha interpretato la pittricein un film), FKA twigs.

Dopo aver dedicato un volume a Tamara de Lempicka, pittrice polacca appartenente alla corrente Art Déco, la fumettista italiana Vanna Vinci ha studiato a lungo anche l’artista messicana: è nata così una graphic novel che si intitola Frida – Operetta amorale a fumetti.

Le ampie e lunghe gonne a ruota, i maxi scialli, i gioielli fatti a mano in stile pre-colombiano, i capelli raccolti in trecce decorate da corone di coloratissimi fiori, le sopracciglia marcate, le labbra dipinte con tinte intense: tutti questi elementi propri del codice estetico di Frida sono stati ripresi da tanti stilisti e riproposti in varie collezioni, stagione dopo stagione.

Nel 1998, è stato Jean Paul Gaultiera proporre una sfilata alla quale hanno preso parte anche Naomi Campbell e Linda Evangelista (con tanto di mono-sopracciglio!) in un vero e proprio tributo allo stile di Frida.

Qualche anno dopo, precisamente nel 2004, Veronica Etro ha presentato una collezione intitolata Sud: i riferimenti sono stati il Messico, Frida Kahlo e la charreria o charreada, un evento simile al rodeo.

L’autunno / inverno 2005-2006 è stato invece il momento in cui Clements Ribeiro ha realizzato alcuni look con dettagli che riportavano alla mente l’artista, dai fiori che decoravano gli abiti fino alle pettinature realizzate sulle modelle.

Prima dell’arrivo di Jeremy Scotte e sotto la guida di Rossella Jardini, per la collezione primavera / estate 2012, la maison Moschino ha reinterpretato l’immagine iconica di Frida proponendo alcuni look nei quali sono stati però accorciati gli abiti pur mantenendo le trecce e i fiori tra i capelli.

Per la primavera / estate 2013, è stata la volta della stilista Lena Hoschek e l’anno dopo è toccato ad Alberta Ferretti: per la primavera / estate 2015, si sono lasciati ispirare da Frida anche Dolce & Gabbana (in una versione decisamente opulenta, con tanto di corona) e Valentino.

Frida ha ispirato perfino una bambola: Mattel, l’azienda produttrice di Barbie, ha lanciato recentemente una nuova serie della bambolina più famosa del mondo ispirandosi a 17 donne famose. Tra eroine della storia di tutti i tempi, artiste, cineaste, scienziate, ballerine, atlete, imprenditrici, figura anche Frida, anche se la famiglia della pittrice pare non aver apprezzato l’omaggio.

Il fascino della pittrice è magnetico, lampante per molti quanto inspiegabile per altri: che si appartenga all’una o all’altra corrente di pensiero, resta innegabile il fatto che la conformazione visiva di Frida mantiene un potere enorme.

Frida è stata una pittrice eccezionale, unica e inimitabile, e ha anche saputo usare sé stessa e l’abbigliamento, perfettamente conscia dell’enorme impatto della sua immagine, dimostrandosi una grande comunicatrice che continuerà a essere ricordata.

Emanuela Pirré

Le foto sono tratte dall’account Twitter ufficiale dedicato all’artista ( https://twitter.com/Frida ) e fanno parte dell’Archivio Isolda P. Kahlo, México

L’account ufficiale  su Instagram https://www.instagram.com/fridakahlo/?hl=it

 Oltre il Mito al Mudec a Milano: http://www.mudec.it/ita/frida/

 MakingHer Self Up al V&A a Londra: https://www.vam.ac.uk/exhibitions/frida-kahlo-making-her-self-up

Accademia del lusso in visita la sede di Vogue Italia

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Lunedì 26 marzo 2018 gli studenti dell’Accademia del lusso hanno visitato la sede di Vogue Italia situata in Piazzale Cadorna 5 a Milano.

Alle pareti di Vogue tante foto glamour di Steven Meiselche per venticinque anni fece le copertine di Vogue Italia.

Carlo Ducci ha incontrato per ben più di due ore gli studenti di Fashion Styling, Master Fashion Brand Management e Master Fashion Communication.

Carlo Ducci è stato chiamato in Italia nel 1987 da Franca Sozzani per entrare nella squadra di Vogue Italia, ricoprendo finora il ruolo di caporedattore attualità.

Ha partecipato a molte mostre ed eventi concepiti negli anni da Vogue Italia e ha seguito varie associazioni di beneficenza (Breast Health International di Filadelfia e il ghanese OrphanAid of Africa) e noti brand internazionali del lusso.

Vogue Italia è considerata la più innovativa e prestigiosa di tutte le riviste di moda Condé Nast. Carlo Ducci ha curato un contenuto che spazia dall’arte, musica, beneficenza, teatro dandogli una posizione privilegiata per esplorare la società e influenzare i cambiamenti culturali.

Nel suo lavoro, mantenere un approccio giornalistico alla vita è essenziale per osservare con curiosità tutti i fenomeni sociologici, culturali, economici einterpretarli.

Vogue Italia nasce dall’acquisto nel 1962 della rivista italiana Novità dall’americana Condé Nast di Samuel Irving Newhouse. Novità era destinato ad un pubblico d’élite e trattava di stile, arredamento e moda. La nuova proprietà ribattezza la testata Vogue & Novità, nel novembre 1965, per poi diventare definitivamente Vogue nel giugno 1966.

Vogue Italia ha diffuso lo stile del Made in Italy nel mondo.

Carlo Ducci ha parlato della grande influenza di Carla Sozzani sull’estetica e il ruolo di Vogue quando nel luglio 1988 è stata nominata direttrice. Ha accentuato lo stile sofisticato del giornale, rendendolo sempre più attento alle varie tendenze e parlando a un pubblico più giovane.

La moda non ha leggi né regole, ma è stata Franca Sozzani e la sua creatività e sensibilità a dettarle negli ultimi decenni.Ha reso Vogue la migliore rivista di moda al mondo, nonché la meno influenzata dalle industrie del settore e per la prima volta il nome di un giornale è diventato un brand, dando nascita a nuove collaborazioni al di fuori del mondo dell’editoria.

È rimasta per quasi 30 anni direttrice di Vogue Italia fino alla sua morte nel dicembre 2016. Emanuele Farneti è stato nominato suo successore, dando a sua volta una nuova personalità alla rivista e che vuole portare Vogue a una tradizione di alto livello non solo visivo ma anche di scrittura.

Carlo Ducci ha spiegato il modello di sviluppo del marchio Vogue e del posizionamentopiù esclusivo e taste makerdi Vogue Italia, diverso da atri paesi.

Vogue è stato fondato nel 1892 a New York. Vogue Uk, Francia, Italia sono nello stesso gruppo. Le altre edizioni di Australia, India, Brasile, Spagna, Corea del Sud, Taiwan, Russia, Giappone, Messico, Portogallo, Cina, Turchia, Olanda, Tailandia, Ucraina, Arabia e Polonia sono state sviluppate sul modello del franchising.

L’incontro è stato illustrativo, motivazionale, partecipativo. Ha dato consigli agli studenti come quelli di puntare alla qualità, essere sé stessi e dare spazio alla propria liberta creativa.

Chloe Payer
fonte foto: vogue.it

Gli studenti ti Accademia del Lusso prendono parte alla #MFW

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Dal 20 al 26 Febbraio 2018 si è svolta  a Milano la Milano Fashion Week, l’evento più prestigioso organizzato da Camera Nazionale della Moda Italiana, che ha visto la presentazione delle collezioni donna per il prossimo autunno-inverno 2018/19.

Un calendario davvero ricco di eventi e appuntamenti che ha visto la partecipazione della stampa e degli influencer internazionali.

Un calendario ricco anche di anniversari speciali: da quello di Camera Nazionale della Moda Italiana che festeggia quest’anno 60 anni, e lo fa promuovendo i nuovi talenti e rendendo omaggio ai Designer  che hanno fatto la storia della moda.

Gli emergenti hanno presentato le loro collezioni nel nuovo Fashion Hub, mentre i grandi nomi della moda sono stati celebrati con la mostra Italiana. L’Italia vista dalla moda 1971-2001, a cura di Maria Luisa Frisa e Stefano Tonchi.

Ed ancora i 40 anni della Maison Versace e i 60 di Mila Schön, che ha festeggiato l’anniversario con un esclusivo party a Palazzo Clerici.

Durante questi giorni gli studenti di Accademia del Lusso hanno avuto la possibilità di assistere alle presentazioni delle collezioni e di prendere parte a cocktail e party esclusivi, come ad esempioa quello organizzato da Monclerche con un grande evento presso il Palazzo delle Scintille ha presentato Moncler Genius, il progetto che, come ha annunciato Remo Ruffini, presidente e Ceo del brand, sarà un hub unico nel suo genere.

8 creativi per 8 linnee, ogni creativo si occuperà di una linea specifica del brand e le collezioni saranno presentate mensilmente.

A molti degli studenti è stata data la possibilità di lavorare come supporto backstage per importanti sfilate da Anna Kiki, a Ultra Chic, a Grinko fino a Tommy Hilfiger, che ha scelto Milano per la nuova tappa del suo #TOMMYNOW.

Come di consueto, il brand ha sfilato secondo la filosofia seenow, buynow, secondo la quale i  clienti possono acquistare tutti i capi e gli accessori visti in passerella a partire dall’inizio dello spettacolo.

Nicola Ievola

Gli studenti di Accademia in visita a Italiana. L’Italia vista dalla moda 1971-2001

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In occasione di un Land Lab gli studenti di Accademia del Lusso Milano hanno avuto la possibilità di visitare la mostra ‘Italiana.L’Italia vista dalla moda 1971-2001’.

La mostra in programma fino al 6 maggio 2018 presso il Palazzo Reale di Milano, è prodotta dal Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e Camera Nazionale della Moda Italiana con il supporto del Ministero dello Sviluppo Economico e ICE Agenzia, grazie al main partner Yoox-Net-A-Porter, alla collaborazione con Pomellato e ai manichini di La Rosa.

‘Italiana. L’Italia vista dalla moda 1971-2001’ è un progetto in forma di mostra e libro, ideato e curato da Maria Luisa Frisa e Stefano Tonchi, che celebra il sistema italiano della moda nel lungo trentennio, analizzando le relazioni fra gli esponenti di una generazione di stilisti, industriali, designer, artisti, architetti e intellettuali che hanno definito l’immagine dell’Italia nel mondo.

 

Si parte dal 1971,anno che segna simbolicamente il passaggio dall’Alta Moda al prêt-à-porter: tutto inizia quando lo stilista Walter Albini sceglie di usare Milano come palcoscenico per la sua prima sfilata; e si finisce con il 2001: momento in cui la moda italiana si trasforma in un caso internazionale.

La mostra si snoda in 9 sale che non seguono un percorso cronologico ma bensì tematico: Identità, Democrazia, In forma di logo, Diorama, Project Room, Bazar, Postproduzione, Glocal, L’Italia degli oggetti, sono queste le nove sezioni in cui è strutturato il percorso.

Ad abiti firmati da grandi nomi della moda tra cui quelli diAlberta Ferretti, Antonio Marras, Benetton, Bottega Veneta, Diesel, Etro, Dolce & Gabbana, Fendi, Ferragamo, Fila, Fiorucci, Giorgio Armani, Max Mara, Missoni, Prada e  Valentino, si alternano le opere di artisti come Michelangelo Pistoletto, Maurizio Cattelan, Francesco Vezzoli, Alighiero Boetti e le fotografie di Oliviero Toscani, Paolo Roversi ed Alfa Castaldi.

Una mostra che ha cosi permesso agli studenti non solo di poter vedere pezzi di archivio gelosamente custoditi dalle Maison, ma di poter rivivere un pezzo di storia estremamente importante per la nostra cultura.

 

Nicola Ievola

foto: palazzorealemilano.it

Legami emozionali e moda, da Alberto Zambelli a Sergei Grinko

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Secondo esperti e analisti, tra i trend che coinvolgono lusso e moda, figura un concetto destinato ad avere un peso sempre maggiore: si tratta della capacità di un marchio di stabilire un legame emozionale con i propri consumatori.

Le emozioni, dunque, diventano un punto cruciale e le ragioni sono molteplici, dall’impatto del consumismo alla crescita di un nuovo pubblico attento a tematiche maggiormente legate alla sfera delle emozioni.

Il consumismo sfrenato ci presenta oggi un conto alquanto salato: un recente forum delle Nazioni Unite a Ginevra ha evidenziato,per l’ennesima volta,come l’industria del fast fashion rappresenti un’emergenza ambientale quanto a consumo d’acqua ed emissioni nocive. Ed è un’emergenza che non possiamo più ignorare.

Per fortuna, i Millennials si confermano come consumatori più attenti verso tematiche etiche e sostenibili: gli studi mostrano che gli appartenenti a talegenerazione (e si parla di una percentuale pari al 70%) vogliono spendere tempo e denaro per marchi capaci di sostenerele cause che giovani e giovanissimi hanno a cuore.

Non solo, la stessa parola “sostenibilità” sta cambiando significato nel tempo, andando ad assumere un senso sempre più ampio e che comprende una serie di questioni interconnesse, dalla parità di gener e alla filantropia, dalle campagne pubblicitarie che promuovono concetti di inclusione a quelle che fanno uso di immagini non ritoccate.

I marchi italiani sono spesso in linea con questa filosofia di pensiero: in occasione della recente Milano Fashion Week, diversi brand hanno puntato il riflettore su tematiche sociali e sentimenti.

Tra le collezioni che rivelano un nucleo fortemente emozionale c’è quella di Alberto Zambelli: per la sua collezione FW 2018 – 19, lo stilista è partito dall’idea che ogni essere umano è unico, poiché nessuno di noi è identico a un altro.

Personalità e unicità ci caratterizzano, tuttavia esiste qualcosa che ci fa smettere di essere tanti singoli per metterci in connessione con i nostri simili diventando collettività: si tratta dell’abbraccio, un gesto semplice quanto primordiale che ricompone due singoli.

Alberto ha pensato di tradurre la gestualità dell’abbraccio in abiti, attraverso un linguaggio fatto di rappresentazioni figurative e di materiali avvolgenti che si incontrano. Come avviene, appunto, in un abbraccio.

La naturalezza dell’abbraccio è stata così tradotta in capispalla sartoriali, caldi e avvolgenti, mentre fasce che percorrono abiti e top e strutture tridimensionali simili a origami si palesano come braccia che stringono il corpo in una stretta morbida e calorosa.

Trasformando il gesto in rappresentazione grafica, Alberto ha inoltre creato stampe dal gusto rigoroso nonché preziosi ricami in cristalli.

In un momento storico in cui il concetto di women empowerment è sempre più risonante anche grazie a movimenti sostenuti da hashtag quali #Metoo e #Timesup, lo stilista Sergei Grinko ha dato un titolo eloquente a collezione e sfilata: “That’senough! Stop violenceagainstwomen”.

Senza distinzione né tra Paesi né tra classi sociali, quelle sulle donne continuano a figurare tra le violazioni dei diritti umani più diffuse al mondo: dalla violenza domestica fino alle mutilazioni genitali, gli stereotipi di genere impattano quotidianamente sulla vita di moltissime donne fin dall’infanzia.

Sergei è da sempre impegnato a legare la sua visione stilistica a tematiche sociali: con la collezione FW 2018 – 19, lo stilista ha voluto esprimere la sua indignazione per il presente ma, nel contempo, ha anche voluto dare voce alla speranza che le nuove generazioni sappiano creare uno scenario futuro più equo e dignitoso, uno scenario in cui uomini e donne possano vivere in reale armonia.

Ed è alle nuove generazioni che Grinko pensa con i suoi abiti attraversati da un’energia impetuosa e irriverente, applicando alla tradizione artigianale italiana un’attitudine decisamente moderna e che desidera scardinare il passato: in quest’ottica, decostruisce la silhouette in nome di una visione più sciolta nella quale si gioca con i generi, mischiando abiti femminili e capi dal sapore maschile per un risultato libero e rilassato.

Da varie stagioni, lo stilista ha fatto propria la tendenza a unire collezioni uomo e donna in un’unica sfilata e l’ha fatto anche stavolta: l’emozione è diventata palpabile quando, insala, sono entrati un ragazzo e una ragazza, fianco a fianco, con outfit coordinati uniti dallo slogan “Stop violence against women”.

Dall’abbraccio alla parità di genere, la moda conferma dunque la sua capacità di stabilire legami emozionali importanti.

Emanuela Pirré

Le studentesse del corso Fashion Events incontrano Betta Guerreri

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Le studentesse del corso Fashion Events incontrano Betta Guerreri. Da sempre l’Accademia del Lusso è sinonimo di qualità e si impegna a formare gli studenti in figure professionali in grado, una volta usciti da Accademia, di essere pronti per il mondo del lavoro. Alla parte teorica viene accostata quella pratica, che permette agli alunni di attuare le conoscenze acquisite durante le ore di lezione in classe. Ciò consente ai ragazzi di vivere esperienze sul campo, esperienze che il più delle volte si rivelano speciali ed entusiasmanti. Ed è stato proprio quello che è accaduto a due studentesse del corso professional di Fashion Events.

Corinne Longo e Sara Piergiovanni hanno avuto la possibilità e la fortuna di incontrare la stilista Betta Guerreri, anima creativa del brand Betta Couture.

Le due studentesse si erano recate presso l’Atelier della Guerreri per un sopralluogo per poter sviluppare un progetto assegnato in classe, ovvero realizzare un evento di lancio in Atelier per la presentazione alle clienti della nuova collezione Primavera-Estate 2018.

Durante la visita le due ragazze hanno avuto occasione di incontrare personalmente la stilista, alla quale hanno esposto il loro progetto. Betta con grande entusiasmo e disponibilità ha mostrato alle ragazze l’Atelier e dato loro tutte le informazioni di cui le studentesse avevano bisogno per poter sviluppare al meglio il compito a loro assegnato.

Tra un’informazione, una curiosità e una ristata hanno trovato anche il tempo per scattarsi un selfie ricordo. termine della loro chiacchierata hanno ricevuto l’invito a recarsi nuovamente in Atelier per presentare il progetto una volta sviluppato.

Esperienza in Accademia del Lusso Fashion Styling & Communication

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NOME: Nicola

COGNOME: Pantano

CORSO: Post Diploma Fashion Styling & Communication 2017_18

La mia esperienza in Accademia del Lusso sta ormai volgendo al termine.

Sono arrivato al terzo anno di Fashion Styling & Communication e se mi guardo indietro non posso che riteremi soddisfatto di quello che sono riuscito a conseguire in questi tre ani.

Il percorso in Accademia è stato unico; mi sono divertito e ho avuto modo di ampliare le mie conoscenze aldilà di quanto ritenevo possibile.

I docenti che ho incontrato e con i quali ho avuto modo di confrontarmi mi hanno fatto imparare cosa significhi lavorare all’interno del sistema moda. Sono, con il tempo, diventato sempre meno uno studente e sempre più un professionista. Ho acquisito la mia cifra personale e ho sviluppato una grande personalità. Tutto ciò mi ha permesso, sin già dal secondo anno di studi, di iniziare a muovere i primi passi nel mondo del lavoro.

Sono attualmente Assistenete Fashion Stylist per Vogue Italia, stylist free lance per sfilate moda e video musicali.

Quando ho iniziato non avrei mai immaginato di poter arrivare così lontano in così poco tempo.

Per questo devo essere grato ad Accademia, al suo corpo docenti e allo staff che non mi hanno mai permesso di arrendermi e hanno reso possibile, grazie anche alla mia caparbietà e determinazione, la realizzazione dei miei progetti più importanti.

INCONTRO CON ANDREA LORINI, CEO DI CHIARA FERRAGNI COLLECTION E CHIARAFERRAGNI.COM

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Giovedì 01 marzo a Milano, nonostante il freddo e la neve, gli studenti dell’Accademia di Lusso hanno incontrato Andrea Lorini; tema del seminario la “Strategia di sviluppo di un brand: dal mercato online allo store”.

Un incontro intorno al ruolo dei social media (con l’importanza preponderante di Instagram) nell’affermazione di un brand sul mercato online e offline. Chiara Ferragni ha iniziato il blog theBlondeSalad.com nel 2009, postando con perseveranza 3 post al giorno (in italiano e in inglese) e idee di look diversi, per diventare una delle influencers più seguite al mondo con followers molto affezionati. E’ giunta a creare collaborazioni con altri brand (ultimamente con Apple, Ladurée, Evian e Converse, tutti prodotti best sellers) e finalmente creare il suo proprio marchio di lifestyle Chiara Ferragni Collection con un fatturato che raggiunge i 30 milioni €.

Chiara Ferragni Collection è un brand che nasce dai social, che comunica attraverso i social e che si nutre delle interazioni che avvengono su questi canali sia in uscita sia in entrata. L’influenza dell’attività online sulle vendite “in-store” è decisamente rilevante, molto spesso i clienti più decisi nell’acquisto sono quelli che arrivano con le foto di outfit e prodotti visti su Instagram.

Il marchio Chiara Ferragni Collection vende i suoi prodotti in 400 negozi multimarca in tutto il mondo come Saks Fifth Avenue, Selfridges e Le Bon Marché e l’azienda, dopo l’apertura di un negozio monomarca a Milano in Via Vincenzo Capelli 5, prevede l’apertura di 40 negozi retail nei prossimi anni a New York, Los Angeles e in Cina.

La Cina è il mercato di riferimento per la moda e il futuro per la crescita digitale e fisica di molti brand. I consumatori cinesi trainano le vendite nell’ambito lusso e moda in tutto il mondo. L’azienda ha siglato una partnership con il gruppo asiatico Riqing per aprire, nei prossimi anni, 35 monomarca in Cina, dopo l’apertura di una boutique a Shanghai. Per accelerare l’espansione in Cina, il brand Chiara Ferragni ha anche di recente debuttato sulla piattaforma Tmail di Alibaba, il maggiore sito di e-commerce cinese.

Andrea Lorini ha anche condiviso con i studenti dell’Accademia del Lusso la strategia dei nuovi influencer marketing; gli editori si rivolgono sempre più spesso agli influencer per raggiungere i consumatori in modo più attivo e apparire più credibili al pubblico desiderato. I futuri editori sono le persone che propongo un lifestyle proprio, non i social media stessi.

Milano – 01 marzo 2018 – Accademia del Lusso – Chloe Payer

Studenti dei Master Communication e Brand Management visitano la Boutique Rolex

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Mercoledì 14 febbraio gli studenti dei Master Communication e Brand Management sono stati ricevuti da Pisa Orologeria per una visita della Boutique Rolex in via Montenapoleone 24.

Il direttore Marketing & Comunicazione Davide Azzini-Gilardi ci ha gentilmente ricevuti in presenza del direttore della Boutique Angelo Meani. Il negozio Rolex è la prima boutique monomarca della Manifattura svizzera in Italia, punto di riferimento in Italia e di proprietà di Pisa Orologeria.

La boutique è uno spazio elegante diviso su tre piani, ogni parte è curata nei minimi dettagli, dalla scelta dei materiali ai colori (il famoso pantone verde Rolex), dall’arredamento degli interni, all’allestimento delle vetrine, in sintonia con i valori della marca.

L’incontro è stato organizzato con l’obiettivo di:

1) conoscere lo store monomarca Rolex e la sua organizzazione,

2) capire come si trasmette ai clienti l’esperienza Rolex

3) l’approccio marketing al consumatore.

Davide Azzini-Gilardi, in un incontro durato quasi tre ore (e lo ringraziamo ancora per la sua disponibilità e grande professionalità) ci ha raccontato la storia di Pisa Orologeria, della grande passione per gli orologi e della crescita con marchi di lusso e in particolare Rolex, quando nel lontano 1960 era ancora un marchio per certi versi sconosciuto al pubblico italiano.
Oggi Rolex è il marchio più riconosciuto al mondo e status symbol per eccellenza. La brand value a maggio 2017 è di 8,7 miliardi €.

Ha condiviso con noi la crescita del marchio dal 1960 ad oggi, l’invenzione del primo orologio impermeabile all’acqua, le diverse tipologie di clientela italiana ed estera e l’approccio culturale ad ogni nazionalità, la cura di ogni dettaglio e l’attenzione personalizzata dedicata ad ogni cliente da parte dei sales consultants dedicati.
Ci vuole tempo e passione per entrare nel mondo Rolex e imparare a gestire il rapporto personale e professionale con i top clienti che apprezzano particolarmente la preparazione tecnica e la competenza degli addetti in un clima di lusso e normalità.

Il sito web www.rolex.com è una piattaforma avanzata che vanta una presenza in 100 paesi e una rete di vendita di 4.000 boutique.

Davide Azzini-Gilardi e Angelo Meani hanno condiviso con grande generosità la loro esperienza e hanno dato consigli agli studenti per intraprendere e scegliere un loro percorso lavorativo.

Accademia del Lusso crea due borse con Lanfranchi ed espone a Milano e Parigi

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Dare struttura e sostegno al talento: sono due dei principali obiettivi tra quelli che Accademia del Lusso si pone costantemente e instancabilmente.
Dare struttura attraverso le attività di docenza, i laboratori interni ed esterni, i seminari; dare sostegno attraverso collaborazioni con aziende che scelgono di affiancare Accademia del lusso.
È il caso di Lanfranchi: fondata nel 1887, l’azienda occupa oggi una posizione di leadership nell’ambito della produzione di chiusure lampo grazie a una moderna organizzazione produttiva e grazie alla costante ricerca di nuove soluzioni tecnologiche finalizzate alla realizzazione di un componente piccolo eppure decisamente fondamentale e non solo nella moda.
Specializzata in particolare in soluzioni destinate alla pelletteria di alta gamma, Lanfranchi ha recentemente creato Mirage, un innovativo cursore realizzato in ceramiczirconia: si tratta di un materiale ceramico, applicato anche nel settore della gioielleria, che dà nuova vita al colore con una pienezza, un’intensità e una durevolezza mai raggiunte da altri processi di smaltatura o trattamento delle superfici.
Dopo aver sponsorizzato l’eventoYOUnique, la sfilata finale dello scorso anno accademico, Lanfranchi ha voluto nuovamente collaborare con Accademia del lussodL: Laura Piazzalunga, responsabile commerciale dell’azienda di Palazzolo sull’Oglio, ha lanciato un contest per gli studenti di Milano dell’Area Prodotto, in particolare dei corsi di Fashion Design, Fashion Product Design e Accessories Design.
Partito lo scorso dicembre, il contest prevedeva la progettazione di due borse per la primavera / estate 2019, una da donna e una unisex, con l’opportunità di utilizzarein anteprima i nuovi cursoriin ceramiczirconialanciatiufficialmenteda Lanfranchi in occasione della fiera Milano Unica che si è tenuta dal 6 all’8 febbraio.
Il progetto è stato coordinato da Barbara Sordi, direttrice didattica di Accademia del lusso.
«Insieme a Laura Piazzalungae a Luis Marchiano, artigiano specializzato in accessori di lusso, abbiamo selezionato i due designer, Manuel Fino, studente di Fashion Product Design, e Belinda Healy, studentessa di Fashion Product Design, rispettivamente con uno zaino unisex e una pochette donna», racconta Barbara.
«Abbiamo lavorato in un’ottica che fosse sia funzionale sia estetica – continua – allineandoci inoltre ai trend proposti anche per il concept della nostra sfilata 2018.»
I pezzi sono stati esposti in un box all’esterno dello stand Lanfranchi proprio in occasione di Milano Unicae il contest è diventato un’opportunità anche per altri studenti AdL: l’allestimento è stato infatti curato da Franca Micheli, Giulia Codeluppi, Ilenia Carenini e Jacqueline Sacripantiun, quattro studentesse del corso di Visual Merchandising.
Dopo Milano Unica, la pochette donna è volata a Parigi per essere esposta al salone Première Vision dal 13 al 15 febbraio, mentre lo zaino unisex è stato nuovamente esposto a Milano dall’11 al 14 febbraio in occasione della fiera Mipel.
Gli studenti sono riusciti a realizzare un prodotto di alta qualità e dal design moderno, confermando ancora una volta gli obiettivi di Accademia del Lusso: garantire una formazione innovativa e concreta e far maturare esperienze che siano realmente professionalizzanti e dunque spendibili nel mercato del lavoro.
Non solo: fare squadra unendo forze, capacità, attitudini è un altro importante insegnamento che Accademia del Lusso tiene a fare arrivare agli studenti che saranno i professionisti di domani, con il preciso scopo di preparare una generazione che creda in un sistema moda realmente interconnesso, dalla progettazione all’esposizione e oltre.
Emanuela Pirré

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